Femminicidio, non bastano le buone intenzioni
Quante fiaccolate in questi giorni, una a Lodi per la ragazza romena uccisa dall’ex compagno, una in Calabria per un’altra ragazza trucidata dal fidanzato. E a Roma la Camera discute di femmincidio in un’aula desolatamente vuota. Che tristezza. Che Paese antico siamo. Altro che Europa.
Miriam Leoni, da ilgiorno.it
OGNI GIORNO che passa, il bollettino di guerra viene aggiornato con il nome di una nuova vittima, basti pensare che nel 2013 i casi di femminicidio sono già stati più di 50. Ecco perché l’avvenuta approvazione della convenzione di Instanbul da parte della Camera è un atto non solo simbolico, ma concreto per provare a contrastare un fenomeno che fa del nostro Paese un’anomalia in negativo in tutta Europa. D’ora in poi sarà più facile punire le violenze contro le donne. Però, perché il voto non resti lettera morta, è necessario che, subito, si trovino i fondi per la copertura finanziaria, affinché – una volta entrata in vigore – la Convenzione sia recepita dagli ordinamenti giuridici degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il voto di ieri, in un’aula finalmente piena, deve cioè essere solo il primo passo per non trovarci ogni giorno a piangere vittime innocenti.
laura.fasano@ilgiorno.net