Pannelli solari cinesi, Europa alla guerra dei dazi
L’Unione europea impone dazi provvisori sui pannelli solari importati dalla Cina. Lo ha annunciato il commissario al Commercio, Karel de Gucht. «La palla — ha spiegato — è ora nel campo della Cina». Bruxelles sottolinea in una nota che la decisione segue un’indagine approfondita sugli operatori di mercato del settore e afferma di voler affrontare con un approccio “graduale” la questione. Il dazio viene fissato a partire da domani all’11,8% fino al prossimo 6 agosto, quando verrà portato al 47,6%, che “è il livello richiesto per rimuovere il danno per l’industria europea causato dalle pratiche di dumping”. La Cina è il più grande produttore mondiale di pannelli solari e viene accusata dall’Ue di venderli sottocosto. Nel 2011 le aziende di Pechino ne hanno esportati per 21 miliardi di euro. Non si tratta di una scelta di chiusura commerciale, «questo non e’ protezionismo», ha detto De Gucht, e’ la via migliore per
«trovare una soluzione e far rispettare le regole perche’ secondo noi i produttori cinesi vendono in Europa sottocosto mettendo a rischio 25mila posti di lavoro».
Immediata la reazione cinese: la disputa sui pannelli solari tra Cina e Unione Europea puo’ danneggiare gli interessi di entrambi i blocchi. E’ il messaggio del primo ministro cinese Li Keqiang al presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, durante un colloquio telefonico a poche ore dalla decisione sull’imposizione o meno di dazi anti-dumping provvisori corrispondenti al 47% del valore dei pannelli solari importati dalla Cina. Li Keqiang ha ribadito il no cinese al protezionismo commerciale e all’utilizzo di misure punitive, aggiungendo, scrive la Xinhua, che “non ci saranno vincitori in una guerra commerciale”.
Guerra che mette in allarme la Coldiretti secondo la quale la spada di Damocle dei dazi rischia ora
di abbattersi sull’aumento record del 42% nel primo bimestre delle esportazioni di vino italiano in Cina. La minaccia del gigante
asiatico – sottolinea la Coldiretti – nascerebbe da una pressante richiesta dei produttori di vino cinesi che, attraverso la Chinese Alcoholic Drinks Association, lamentano che i vini europei arrivano in Cina a prezzi molto bassi
tramite sussidi continentali.