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Quotidiano.net fra i primi quattro siti generalisti italiani: missione compiuta

Raccomanda un’antica massima tibetana: quando arrivi in cima alla montagna, continua a scalare. 

Cari Lettori, per me è arrivato il tempo di continuare a scalare, perchè la missione è compiuta e perchè c’è un tempo per tutto.

Per entrare alla Poligrafici Editoriale, otto anni e mezzo fa, vivere l’emozione di dirigere  Il Giorno, di fondare Qs Quotidiano Sportivo. E poi, il 19 settembre 2006, assumere la direzione di  Quotidiano.net che oggi lascio in cima alla montagna. 

Audiweb l’ha certificato: nella categoria “current news”  il nostro giornale è al quarto posto assoluto in Italia con un pubblico mensile (i pubblicitari lo chiamano audience) di 5.425.000 persone.  

E ancora: per il marchio Quotidiano.net, si contano 537.948 browser unici nel giorno medio (Audiweb Report dicembre 2011), 74.170.388 pagine viste nel mese (Audiweb Report dicembre 2011). E ci dicono che in gennaio sia andata ancora meglio.

Siamo arrivati lassù grazie a un gioco di squadra che ha funzionato perchè ognuno ha ricoperto il proprio ruolo nell’interesse di tutti.

Sotto questo aspetto, la collaborazione con l’altra squadra, quella di Monrifnet, nostra società editrice, è stata decisiva. Il suo presidente ha 23 anni e andrà lontano, i suoi collaboratori sono ingegneri informatici, ragazze e ragazzi prodigio del web, smanettoni e smanettanti. C’è anche una cybermanager che viene dalla galassia dei social network, un art director che con le sue campagne venderebbe frigoriferi agli eschimesi e con i suoi bellissimi video di Natale ci ha fatto piangere,  un mago della web tv e il suo apprendista stregone.   

Nel 2006, scalare la montagna sembrava impossibile. Ma nulla è impossibile, purchè ci si creda. Se è così, abbatti ogni ostacolo, anche a mani nude.

Il 31 gennaio di cinque anni fa, eravamo in quattro alla stazione di Bologna a prendere il treno per Pesaro. Viaggiavo con Giancarlo Mazzuca, all’epoca direttore di Qn e del Carlino; Pierluigi Visci, suo condirettore e due anni dopo suo successore;  Giuseppe Zavatta, allora capo del personale. Andavamo da Paolo Nonni, mitico caporedattore del Carlino Marche, scomparso nel 2011,  per discutere del portale pilota di Pesaro, il primo da testare in Rete.

Oggi, i portali locali del Sistema Quotidiano.net sono 53, i canali collegati al network sono 22,  le redazioni centrali internet sono operative a Bologna, Firenze e Milano. Vi lavorano le giovani colleghe e i giovani colleghi che il Sistema Quotidiano.net ha lanciato, con un’opera di scoperta e di valorizzazione di cui siamo orgogliosi anche perchè numerosi altri giornalisti che si sono formati da noi sul web, ora sono nei giornali di carta del Gruppo. La qualità del lavoro giornalistico è insostituibile, è unica, è indispensabile. Il lavoro dei giornalisti è il bene più prezioso da salvaguardare. Perchè, come disse Gianni Agnelli, “chi sa sa e, chi non sa, non saprà mai”.

Spero mi passerete la freudiana metafora pallonara. Ma, sin da quando ho cominciato a dirigere quotidiani, ho sempre pensato che un giornale stia al suo direttore come una squadra di calcio sta al suo allenatore.

Un giorno chiesi a Capello quanto incidesse il peso del tecnico sulle fortune dei giocatori. Risposta: “Al massimo il 17% per cento”. Il Grande Goriziano aveva appena vinto il quarto scudetto in cinque anni sulla panchina del Milan, lui che fu talmente bravo da conquistare con i rossoneri anche un tricolore e la Coppa dei Campioni nella stessa stagione. 

Non ho mai capito da che cosa nascesse quella percentuale misurata in modo tanto singolare da Capello. Ma, facendo questo mestiere, ho capito che puoi essere un bravo allenatore e, però, se non hai dei buoni giocatori, non vai da nessuna parte. A Q.net li ho avuti: il Solista, la Maestra e la Meglio Gioventù. Il resto è venuto da sè.

Michel Platini ha lasciato il calcio a soli 32 anni. Era il Re. Mi spiegò una volta: è preferibile andarsene quando sei arrivato in cima, un minuto prima di pentirti per averlo fatto un minuto dopo.

Meglio liberi che servi, ci siamo sempre detti. L’abbiamo sempre fatto.  E Dio solo sa, in questo Paese dove c’era chi voleva metterci il bavaglio, quanto incommensurabile sia la fortuna di essere liberi di fare questo mestiere nell’unico, grande Gruppo che appartenga all’unico editore puro.  E libero.

Gli sono grato per ciò che mi ha dato e perchè, da domani, nel ruolo di editorialista, continuerò a giocare la mia partita su Quotidiano.net e sui nostri giornali.

Una signora che appartiene alla storia del XX secolo e di nome fa Margareth Thatcher ha detto: “Oggi tutti vogliono essere qualcuno. Noi abbiamo fatto qualcosa”.

 E’ questo ciò che conta.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Quotidiano.net