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Il sogno estivo di Epifani

«Alfano non si tocca: sono una pitonessa, non un avvoltoio». E allora, se anche un avversario interno agguerrito come Daniela Santaché evita di approfittare del pasticciaccio kazako per chiedere il ridimensionamento di Angelino Alfano, su cosa conta il Pd? Conta sul passare del tempo. A settembre, quando secondo Epifani bisognerebbe «rimpastare» il governo sostituendo anche il ministro dell’Interno, avremo nelle orecchie non più il fragore kazako ma il tintinnio delle manette che lambiranno i polsi di Silvio Berlusconi. Dopo la sentenza della Cassazione su Mediaset, che tutti si aspettano di condanna, sarà quello il nuovo fronte polemico col Pdl. Ed è sempre più consistente nel Pd la frangia di coloro che si augurano che Berlusconi rovesci il tavolo del governo. Non è solo Renzi a sperarlo. Dalemiani e bersaniani auspicano il medesimo esito perché consapevoli che più il tempo passa meno il partito riesce a reggere il peso di un governo col Caimano. E il fatto che ieri il ministro Franceschini, ex segretario del Pd, abbia dovuto smentire seccamente ogni ipotesi di rimpasto dà la misura delle tensioni che attraversano il partito.  Perciò, se il Cavaliere manterrà i nervi saldi, non c’è ragione di credere che i democratici avranno a settembre la forza politica che non hanno avuto a luglio. Il rimpasto, dunque, è solo un sogno di mezza estate. «Il Pdl è al 100 per cento con Angelino», assicura la Santanché. E ‘Angelino’ è ben intenzionato a riaccreditarsi nel ruolo di ministro. Già la settimana entrante dovrebbe presentare un ‘pacchetto sicurezza’ per chiarire quel che ieri l’Unità fingeva di non aver capito: Alfano resta dov’è. E se il Pd intende davvero pareggiare i conti col Pdl a scapito del governo, sarà come al solito la Giustizia il terreno propizio.