Non si fa spettacolo con i migranti
Trecentoquarantuno sbarcati in poche ore sulle coste siciliane. Non si ferma il flusso di migranti che scelgono il nostro Paese convinti di poter avere condizioni di vita meno disagiate. E quando le barche non virano decisamente verso i nostri lidi siamo costretti ad accogliere extracomunitari che altri non vogliono accogliere. E la Rai pensa a farne un reality…
Antonio Tonelli, Milano
Verrebbe da scrivere che al peggio non c’è mai fine. Perché, come al solito, quando si tratta di immigrazione l’Unione europea fa orecchie da mercanti e scarica sulla sola accogliente Italia il dramma di migliaia di disperati in cerca di una «terra promessa». E perché in un contesto improntato al disinteresse e all’egoismo, la Rai (ma la presidente cancella miss che ne dice?) pensa bene di lanciare un programma, “Mission”, in cui 8 vip dovrebbero offrire assistenza a profughi e rifugiati. Per vedere come si fa. Da non crederci. Non era certo questo l’intendimento del Papa quando, nel suo viaggio a Lampedusa, auspicava di porre attenzione a chi fugge dalla propria terra. Perché l’aiuto a questi disperati non passa da uno spettacolo che cerca di impietosire il pubblico distrattamente sdraiato sul divano di casa.
laura.fasano@ilgiorno.net