San Valentino: attenti al bacio. Tra amore, evoluzione e… batteri
Sono le labbra la parte del nostro corpo che mandano più informazioni al cervello, soltanto le mani hanno una capacità simile di inviare dati, come si può osservare dal cosiddetto ‘omuncolo sensoriale’ visibile al Natural History Museum di Londra: l’omuncolo rappresenta infatti una mappa tridimensionale che mostra le relazioni fra le varie parti del corpo e la proporzione di tessuto cerebrale destinato a elaborare le informazioni che ne provengono. Come si vede labbra, lingua e mani sono superlativamente grandi rispetto al resto. Contengono milioni di terminazioni nervose e in particolare le labbra sono sensibili alla pressione, al caldo, al freddo e a stimoli di ogni genere. Il bacio dunque non è un’invenzione casuale nell’ambito dell’evoluzione della specie, al contrario è una sorta di antenna sensibilissima che nell’uomo trova, per il momento, il suo massimo sviluppo.
Ma quando diciamo bacio parliamo di qualcosa che ha diverse varianti tanto che i latini, gente precisa, chiamavano OSCULUM il bacio sociale, amichevole o anche di rispetto; BASIUM il bacio affettuoso tra familiari, anche tra amanti ma non come preludio al sesso. Il bacio sessuale o erotico era infatti il SAVIUM.
Sembra però che sia quest’ultimo ad essere stato selezionato durante l’evoluzione della nostra specie come necessario per ‘assaggiare’ il partner e decidere se era quello giusto con cui riprodursi. Un assaggio che comprende sapori ma anche odori (vista la vicinanza del naso) e che se trovato di gusto dà avvio a una spettacolare varietà di messaggi. I neurotrasmettitori si attivano a velocità supersonica e in un attimo il nostro corpo produce ormoni in vasta scala: dopamina, ossitocina, serotonina, adrenalina oltre a endorfine che ci rendono euforici. E’ solo dopo il primo bacio che possiamo dirci sicuramente innamorati di una persona. Sempre che tutto sia andato come speravamo: a volte il primo bacio, proprio per questioni di sapore, odore, contatto, mette fine a quello che credevamo un innamoramento.
Non facciamoci illusioni: la scarica ormonale è destinata a diminuire col tempo, il corpo si abitua. Se va bene, il bacio si trasforma in una manifestazione di affetto tra coniugi, così come lo è nei confronti dei figli, dei parenti, degli amici, sia pure in gradi diversi.
Per il sesso può non essere determinante: gli esperimenti dicono che, in particolare per gli uomini, il bacio non è un preliminare sempre necessario. Non a caso molte prostitute rifiutano i baci e i loro affari proliferano egualmente.
Sono davvero tante le cose che non sappiamo del bacio o che conosciamo solo vagamente e in qualche caso tendiamo a rimuovere. Per esempio quale micidiale diffusore di germi, batteri e virus esso sia.
Sheril Kirshenbaum è una biologa americana che ha scritto un saggio tradotto e pubblicato in Italia da Raffaello Cortina Editore, dal titolo . Nel volume della collana “Scienza e Idee” diretta da Giulio Giorello, c’è un capitolo dedicato proprio alle ‘brutte sorprese’. Un consiglio: saltatelo, altrimenti ogni volta che vi troverete nel romantico frangente vi verranno in mente miliardi di esserini invisibili pronti a cariare i vostri denti, a tormentarvi con l’Herpes Simplex, a sviluppare nel vostro stomaco una grossa ulcera, ad ammazzarvi con una meningite batterica e così via. Per sintetizzare: baciare qualcuno con la lingua equivale più o meno a succhiare una moneta che vi hanno appena dato di resto.
A questo punto, è ragionevole, l’idea del bacio vi fa un po’ schifo: si chiama FILEMATOFOBIA e c’è chi ne soffre per tutta la vita.
Ma voi dovete superarla: durante le festività ci si bacia affettuosamente più del solito e con un maggior numero di persone. Addirittura augurale di buona fortuna il bacio dato sotto il vischio: una tradizione probabilmente precristiana forse risalente ai Druidi secondo i quali la pianta medicava malattie, sviluppava la fertilità e possedeva altre miracolose virtù che attraverso il bacio venivano offerte all’amante o all’amico.
Anche quello che sembrerebbe un progenitore degli emoticon, la serie di XXX che significa baci baci alla fine di un messaggio, in realtà ha una storia millenaria. Nel Medioevo coloro che firmavano un contratto e non sapevano scrivere facevano una X e poi la suggellavano (il termine non è casuale) con un bacio.
Molto interessante nel libro della Kirshenbaum è il capitolo dedicato al futuro del bacio: in un’epoca in cui gli incontri anche amorosi avvengono sempre più spesso per via telematica, l’imprescindibile test del bacio (sapore, odore, tatto) viene postdatato con conseguenze non ancora chiare sulle unioni.
Uno dei robot più recenti destinati a sostituire i partner umani, prodotto dalla Adult Entertainment Expo si chiama Roxxxy. E’stata ideata come la fidanzata ideale: parla, sa cosa ti piace, è sensibile se la tocchi e può avere anche un orgasmo. Per i suoi utenti è dotata di tre ingressi, uno dei quali è la bocca che però non è stata programmata per baciare.
Tempi duri anche per il tenero apostrofo rosa…