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Il miraggio dell’amnistia

Idea geniale, l’amnistia. Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non ha fatto in tempo ad esprimere il proprio, personale, favore ad un provvedimento generale di clemenza per svuotare carceri oggettivamente sovraffollate, che mezzo Pdl è stato travolto dall’entusiasmo: «Ottima proposta», «idea condivisibile», «parole da non lasciar cadere nel vuoto». Chi, oggi, si spella le mani di fronte all’ipotesi di un’amnistia che metterebbe in libertà migliaia di condannati, fino a ieri ha accolto lo sciopero della fame e delle sete di Marco Pannella con un’alzata di sopracciglio. Eppure, il leader radicale rifiutava cibo e acqua proprio per sensibilizzare le forze politiche sul tema delle carceri. Tra ieri e oggi è però intervenuto un fatto nuovo: la condanna di Silvio Berlusconi in terzo grado. Non occorre essere particolarmente smaliziati per capire che agli occhi di molti berlusconiani il problema non sono i diritti dei carcerati ma «l’agibilità politica» di Berlusconi. Estinguendo il reato, infatti, l’amnistia estinguerebbe sia la pena sia l’interdizione dai pubblici uffici inflitte al Cavaliere dai giudici di Milano. Un miracolo, praticamente. E il fatto che importanti dirigenti del Pdl sembrino credere ai miracoli la dice lunga sullo stato di angoscia e il generale disorientamento che alligna tra i ranghi di quel partito. Intendiamoci, che in Italia il diritto sia incerto è noto: dal dopoguerra, sono state varate 25 amnistie, 5 indulti, e un’infinità di condoni e sanatorie (ben 7 negli ultimi 25 anni solo in materia di immigrazione: altro che pugno di ferro). Epperò, occorre davvero molta fantasia per credere che i due terzi dei parlamentari possano votare l’amnistia. Il Pd ha già detto di no e i grillini sono sulla stessa linea. Linea antiberlusconiana, naturalmente. Con i democratici che, dopo essersi divisi sistematicamente su tutto, sembrano aver trovato una granitica compattezza solo su una questione, una questione politica: far decadere Silvio Berlusconi da senatore. Altro che «pacificazione nazionale», l’amnistia più che un miracolo sembra un miraggio.