Toh di che si riparla? Della riapertura delle case chiuse
Dopo un periodo di relativa calma, da qualche tempo le strade di Milano, a tutte le ore del giorno e della notte, sono tornate ad essere occupate prepotentemente dalle prostitute. Uno spettacolo indecente, e non solo per i minorenni. Ho letto nelle ultime ore che un gruppo di sindaci sta pensando alla riapertura delle case chiuse: può essere questa la soluzione?
Andrea Mondello, Milano
SONO PARTITI in sordina, ma poi strada facendo hanno incontrato inaspettati sostenitori. Obiettivo dei promotori referendari sarebbe quello di “restituire decoro alle strade”, eliminando lo sfruttamento e trasformando le prostitute in libere professioniste del sesso. Non solo, riaprendo le case – a loro dire – sarebbe possibile trovare per le casse dei Comuni nuove entrate, sempre utili in un periodo di recessione economica. L’iniziativa del sindaco di Mogliano Veneto è però di quelle davvero divisive, che più divisive non si può. Su una cosa probabilmente sono tutti d’accordo: spostare il problema e rendendolo invisibile non risolverà i problemi legati alla prostituzione e non diminuirà il fenomeno di sfruttamento, anche minorile, e la tratta delle donne. Ma il sindaco non sembra porsi il problema: a lui interessano solo la sicurezza e il decoro delle città.
laura.fasano@ilgiorno.net