Chiuduno, brutalità di un delitto e colore della pelle
Non ci sono parole per descrivere questa tragedia. Una persona di immensa umanità, la ginecologa bergamasca, portata via da un vile parassita che non ha alcun rispetto della vita umana, nemmeno di quella di colei che ha dedicato la vita al prossimo. Inutile appellarsi alla giustizia che tanto non esiste in questo Paese.
Dpensab, da ilgiorno.it
LA TRAGEDIA di Chiuduno, dove sono morti un ragazzo indiano ed Eleonora Cantamessa, la ginecologa che si era fermata a soccorrerlo, ha profondamente scosso tutto il Paese. Ciò che è accaduto è un dramma ed è un delitto che va giudicato. Chi lo ha commesso dovrà sostenerne le conseguenze. In tutto questo, però, cosa c’entrano gli immigrati, i barconi, la libertà di muoversi in un Paese libero come cittadini liberi? Davvero possiamo credere che sia il colore della pelle o l’appartenenza religiosa o etnica a determinare la brutalità di un delitto? A Chiuduno sono morti una donna e un ragazzo. Gli assassini, altri uomini, vanno trovati e giudicati secondo le leggi di questo Paese. Cercando solo, per commentare, parole di pace. Come avrebbe voluto Eleonora.
laura.fasano@ilgiorno.net