Ma a chi è saltato in testa di consegnare i nostri militari agli indiani?

Esteri

20 febbraio 2012
Sull' Hindustan Times e altri quotidiani indiani il dibattito è aperto. Ci sono gli "hardliners" che chiedono punizioni esemplari per gli "italian marines", ci sono i garantisti che si chiedono come mai il ministro della marina indiano abbia già condannato i nostri militari senza neppure attendere il processo. Ma soprattutto c'è chi insinua che, essendo i militari del San Marco connazionali di Sonia Gandhi, italiana di nascita, andrà tutto a finire a tarallucci e vino, con una bella vacanza in un albergo a 5 stelle prima dello scontato ritorno in Italia. Al punto  che a Kochi e a Kollam la gente, fomentata da molti partiti politici,  è scesa in piazza chiedendo che l'India mostri gli attributi e faccia giustizia degli italiani. E scandendo slogan antitaliani.  Non può essere un caso che proprio lo stato del Keralam sia da anni teatro di una lotta e un'alternanza al potere tra il partido del Congresso, di cui è presidente Sonia Ghandi, e il partito comunista marxista dell'India, oggi all'opposizione. 

Insomma, al di là di quello che è accaduto in mare,  i nostri due militari rischiano , al netto delle loro eventuali responsabilità,  di diventare un'occasione per il governo indiano, in piena battaglia elettorale,  di accattivarsi le simpatie popolari osando ciò che , va detto con chiarezza , non avrebbe mai osato se a sparare fossero stati due Navy Seals americani o due uomini delle Sas inglesi. 

E allora il punto è: per quale motivi le nostre autorità hanno permesso che si consegnassero i militari  italiani alle autorità indiane? Per quale motivo la petroliera non è rimasta dov'era, cioè in acque internazionali, a 33 miglia nautiche di distanza dalla costa? Non ha alcun rilievo  che i marò fossero a bordo della nave in base a una risoluzione Onu contro la pirateria?  I pirati nell'Oceano indiano ci sono e non issano il Jolly Roger, la bandiera dei bucanieri:  un incidente del genere può capitare,  ammesso che le cose siano andate come dicono gli indiani,  il che è ancora tutto da dimostrare. E l'India invece che cosa fa contro la pirateria? 

Insomma, c'è tutta una serie di considerazioni che avrebbero imposto cautela: la stessa cautela che usano gli americani quando qualche stato - inclusi gli stati amici come l'Italia - vorrebbero processare i loro militari o peggio i loro agenti segreti. Magari sotto elezioni, come in questo caso. Giusto o sbagliato che sia, ma in genere è giustissimo, il Pentagono, la Casa Bianca e Downing Street non  si fidano della giustizia non americana o non britannica e i loro uomini se li processano in casa. Giusto o sbagliato che sia, così dovremmo fare anche noi.

@robertobaldini7