La tribù del basket

Il calendario all’incontrario

Come si legge un calendario?  Tranquilli, ragazzi: non siamo vittime di un colpo di sole o del sopraggiungente «Drago di Fuoco». In verità, la domanda iniziale è paradossale, ma serve per fare un po’ di sana filosofia cestistica. Partendo da quanto ci insegnò, tanti anni fa, un vecchio volpone dei canestri.

«Sai, Daniele: quando escono i calendari - ci spiegò - tutti si affrettano a guardare le prime partite. Io, invece, prendo il calendario e guardo le ultime quattro. Perché, di solito, è lì che si decidono i campionati...». Aveva, ovviamente, ragione. Stra-ragione. Nel corso degli anni, tante volte ci sono venute in mente quelle parole, imboccando il rettilineo d’arrivo di qualche campionato particolarmente sofferto o difficile.

Da allora, in effetti, anche noi abbiamo iniziato a leggere il calendario all’incontrario. E così, detto che l’esordio con Siena, vada come vada, sarà bellissimo. Aggiunto che l’inizio è sicuramente affascinante, ma durissimo per la Trenkwalder e che bisognerà avere la forza di restare calmi se dovessero arrivare alcune sconfitte in sequenza, evitando di fare drammi, non resta che analizzare il finale di stagione con un briciolo di sano ottimismo.

Già, perché a noi, tutto sommato, il calendario all’incontrario non dispiace. Nelle ultime 4 partite ci sono due trasferte ad Avellino e Caserta contro formazioni in teoria abbordabili e  che, a quel punto della stagione, potrebbero non avere più granchè da chiedere al campionato e ci sono due gare interne con Cantù e Cremona. Se, insomma, la Trenkwalder  giungesse allo sprint finale dovendo lottare  per qualche traguardo (sperando non sia quello della salvezza...), potrebbe giocarsi, più o meno alla pari, quasi tutte queste partite. Se poi i traguardi fossero già stati raggiunti, meglio ancora: non resterebbe che divertirsi...

comments powered by Disqus