La tribù del basket

L’orgoglio di tutta la città

UN MINUTO infinito. Pieno di brividi. Di qualche lacrima. Di tanti sorrisi. Un minuto, quello vissuto al Forum di Milano alla fine della sfida con Siena, che resterà nella storia e nella memoria biancorossa. Un minuto in cui eravamo tutti in piedi. E a testa alta. Erano in piedi i giocatori della Trenkwalder che applaudivano e ringraziavano i 1500 reggiani che avevano gremito il Forum producendosi in un sostegno incessante.

Erano in piedi tifosi, dirigenti e, giornalisti per applaudire una squadra che ci fa sentire orgogliosi della nostra reggianità e che riesce ad esaltarci anche nelle sconfitte.
D’altronde raramente ci era capitato, in tanti anni, di assistere ad una scena del genere. Con una squadra che esce dal campo, dopo aver perso una partita importante, accompagnata dall’ovazione della propria gente.

C’era, in quell’ovazione, il senso di appartenenza. C’era la voglia di ringraziare un gruppo che ci aveva regalato un sogno e lo aveva tenuto acceso nel migliore dei modi. E c’era pure il desiderio di far capire che, a volte, non conta solo il risultato. Conta provarci. Conta combattere. Conta l’orgoglio. Ecco, questa Trenkwalder ha tutte queste qualità. Ci prova, lotta, esce dal campo stravolta dalla fatica.

Sono queste le qualità che hanno convinto un esercito di 1500 tifosi, qausi tutti vestiti di biancorosso, ad invadere Milano (non osiamo pensare cosa sarebbe successo se i biancorossi avessero battuto Siena sfidando Sassari in semifinale...). E quel minuto finale è stato davvero impressionante. Pieno di brividi ed emozioni. Tutti in piedi. Tutti ad applaudire. Tutti orgogliosi di essere reggiani e tifosi di questa Trenkwalder. Una squadra che in pochi mesi ha fatto innamorare un’intera città.

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