La tribù del basket

Il pagellone dei play-off

PAGELLINO e pagellone di fine stagione. Fin troppo serio, se volete. Fin troppo razionale. Ma, in ogni caso, costruito sulle sensazioni che ci hanno attraversato l’anima in questi mesi, e, soprattutto, in queste ultime settimane.
VOTO 9,5 ALLA SQUADRA. Troppo bella per essere vera. Ci ha divertito. Ci ha entusiasmato. Ci ha regalato notti magiche. Ci ha reso orgogliosi della nostra reggianità. E’ mancato solo l’ultimo miracolo, ma, accidenti, non vorrete mica star lì a lamentarvi, eh?
VOTO 8,5 ALLA SOCIETÀ. Trovato finalmente un filo logico alle proprie scelte e capito che le rivoluzioni non pagano, ha messo insieme una delle migliori squadre di tutta la storia biancorossa. Bravissimi. Anche se nelle sfide con Roma ci si è fatti un po’ intrippare dalle provocazioni romane e si è caduti nella trappola tesa dai dirigenti giallorossi. Servirà da lezione.
VOTO 9 AI TIFOSI. Hanno abbracciato la Trenkwalder e le hanno dato ancor più forza. Raramente abbiamo visto un feeling così grande tra squadra e tifosi. Una sintonia totale. Un amore quasi viscerale. Un patrimonio da salvaguardare.
VOTO 8 A ROMA. Ha meritato di passare il turno. Alla fine ha dimostrato di avere qualcosina in più della Trenkwalder. Tanto così, se volete, ma quanto basta per fare la differenza in una serie infinita, lunga 7 partite.
VOTO 6,5 AL PALASPORT. Sia chiaro: in giro, PalaTiziano compreso, c’è di peggio, ci mancherebbe. Ma in una stagione così il mitico PalaBigi ha mostrato tutti i suoi limiti. Ci auguriamo davvero che possano partire i lavori per l’allargamento. Anche perché temiamo che, nella prossima stagione, si possa rischiare il tutto esaurito in abbonamento.
VOTO 6 AGLI ARBITRI. Sgombriamo subito il campo da ogni discussione: gli arbitri non c’entrano niente con l’eliminazione della Trenkwalder. E durante tutta la stagione, tranne un paio di gare, ci sono piaciuti molto. Possiamo però dire, in tutta onestà e con estrema serenità, che, al contrario, nei play-off non ci hanno quasi mai convinto? Abbiamo sempre avuto, in tutte le partite, l’impressione che non siano mai stati serenissimi. E che nel dubbio abbiano tutelato più Roma di Reggio (in sette partite 158 tiri liberi all’Acea e 101 alla Trenkwalder sono una differenza enorme considerando il grande equilibrio). Magari ci sbagliamo, per carità. Ma questa è stata la nostra impressione. E ci piacerebbe che anche i direttori di gara, a mente fredda, provassero a riguardarsi le partite e a verificare se la nostra impressione sia fondata o meno.
VOTO 3 AD ALBERANI E SOCI. La polemica sulle trombe è stata tristissima. Ha rischiato di rovinare una serie di partite che, per il resto, è stata appassionante. Poi ci sono stati i cori e gli ululati contro Cinciarini. E le proteste di Toti contro gli arbitri al termine della prima partita. Alla fine, comunque, Roma è riuscita ad ottenere quello che voleva e Reggio è un po’ caduta nella trappola. E’ chiaro che così, però, si avvelena il clima. Poi diventa complicato mantenere la serenità in tutto l’ambiente.
VOTO 3 AI GUFI. Quando la Trenkwalder vola, qualche gufo plana sempre sul palasport. Facendo pure finta di fare il tifo. Ma, scusate, chi ve lo fa fare?
VOTO 2 A QUEI 10 TIFOSI. Quei 10 tifosi reggiani che, l’altra sera, si sono buttati verso il campo tentando un’invasione non hanno fatto bene all’immagine di Reggio. Ragazzi, così si fa solo il gioco degli avversari. E si rovina uno sport bellissimo e una serata che, sconfitta a parte, è stata intensa ed emozionante per tutti. Certe cose non le vogliamo vedere mai più.
VOTO 2 A QUEI 5 NON SAPPIAMO COSA. Definirli tifosi non ci pare giusto. Parliamo di quei 5 «non sappiamo cosa» che martedì si sono piazzati dietro la panchina reggiana dando vita ad uno show indecoroso senza che nessuno sia riuscito a spostarli. Ad Alberani consigliamo di preoccuparsi di queste scene vergognose oltre che delle trombette. Per la serie: «Pagliuzze e travi».

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