La tribù del basket

L’altro pagellone: adesso come faremo?

VOTO 10 a Italia-Giappone. Vabbè, ragazzi, lo sappiamo che qui si dovrebbe parlare di basket. Però ci siamo divertiti un sacco a seguire una delle partite più incredibili degli ultimi anni. Se il calcio regalasse sempre spettacoli del genere, gli stadi tornerebbero a riempirsi in cinque nano-secondi. Alla faccia del pressing, delle squadre corte e del fuorigioco alto...
VOTO 9 a Siena. Poche storie e poche balle: lo scudetto dei canestri, la Mens Sana, se lo è meritato. Strameritato. Tutte le volte che l’abbiamo vista giocare, oltre a restare colpiti dalla sua voglia di vincere e dalla sua estrema energia, abbiamo sempre avuto l’impressione che fosse più forte di tutti gli avversari che ha incrociato. E d'altronde non si vincono 7 scudetti di fila per caso... 
VOTO 8 a Datome e Hackett. Giù il cappello. E tutti in piedi. C’è chi dice che a ottobre saranno entrambi in NBA. Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere se finirà proprio così, ma, in ogni caso, l’Italia ha due grandi campioni su cui puntare. E chissà che non sia la volta buona per poter vedere gli azzurri finalmente protagonisti agli Europei. Magari pure per merito di Cinciarini...
VOTO 7 ai Filloy. Non ce la facciamo, ragazzi... No, è più forte di noi. Se non c’è un Filloy in maglia biancorossa, noi a Reggio non stiamo mica bene. Congedato Demian, ecco arrivare Ariel. Play-guardia dal buonissimo talento e dai grandi margini di miglioramento. Il mercato, insomma, ci sembra cominciato proprio bene...
VOTO 6 agli arbitri. Basta, ragazzi: non se ne può più. A noi, quest’anno, gli arbitri italiani sono sembrati, mediamente, piuttosto bravi. Poi, è vero, qualche eccezione c’è e qualche errore di troppo è stato commesso. Però, provateci voi ad andare in campo ogni 48 ore con dirigenti e allenatori che vi accusano di qualsiasi infamia e trasformano ogni palasport in un’arena da gladiatori, sperando, così, di condizionare i fischi. Se il basket vuole suicidarsi, questa è la strada giusta.
VOTO 5 ai play-off. Bellissimi. E terribili. Questa formula ha creato grande interesse, ma ha distrutto il gioco e pure un po’ di spettacolo. L’ultima partita tra Roma e Siena (la 19ª in 40 giorni per entrambe le squadre) sembrava fosse giocata da zombi. C’era gente che non stava letteralmente in piedi. L’idea non è malvagia, ma bisogna trovare il modo di non mandare qualcuno all’ospedale con un esaurimento nervoso...
VOTO 4 ai dubbiosi. C’è gente che non sarebbe soddisfatta del ritorno a Reggio di Angelo Gigli. Che sta storcendo un po’ il naso.  Ragazzi: ma ci siete o ci fate?
VOTO 3 a Toti e Calvani. Patron e allenatore dell’Acea Roma le sceneggiate nella finale con Siena e i continui lamenti sulle direzioni arbitrali (dove, in ogni caso, sono stati in buona compagnia...) se le potevano risparmiare. D’altronde erano riusciti già a protestare nella sfida con Reggio in cui, in tutta onestà, se pensiamo solo al dato dei tiri liberi (158 a 101 in favore di Roma) non c’era proprio niente di cui lamentarsi. Non sarà stato che si erano abituati troppo bene, eh?
VOTO 2 a tutti noi. E adesso che per quasi tre mesi non c’è più una partita di basket, come cavolo le passiamo le serate, accidenti?
Daniele Barilli

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