L'Italia sulla luna

Evasori come terroristi. Ma c’è chi li difende

Tra le cose più indisponenti che mi è capitato di ascoltare o leggere in questi primi giorni dell'anno, ci sono senz'altro le parole espresse da alcuni esponenti del Pdl (tanto per non fare nomi il prode Cicchitto e la pasionaria Santanchè) da qualche leghista e dal sindaco di Cortina contro il blitz fatto da ottanta ispettori dell'Agenzia delle Entrate alla scoperta (e li hanno scoperti) di vari evasori fiscali che passavano i giorni di festa in quella che è definita la "perla delle Dolomiti".
Inutile rifare numeri e conti perché tutti sanno com'è andata: tantissimi possessori di auto superlusso sono risultati dei poveretti che avevano dichiarato al fisco qualcosa come trentamila euro lordi all'anno. Un'inezia rispetto al loro tenore di vita. Altre auto del costo di centinaia di migliaia di euro sono risultate intestate a società in perdita.
Fatto addirittura miracoloso è che in quel giorno di blitz gli affari dei commercianti, ristoratori e albergatori di Cortina sono andati alle stelle. Incassi straordinari rispetto al giorno prima o addirittura allo stesso giorno dell'anno precendente. Insomma, per farla breve, per paura di finire nei guai commercianti, ristoratori e albergatori di Cortina si era messi con grande forza di volontà a emettere scontrini. Pratica evidentemente ignota ai più fino a quel giorno.
Ora, leggere parole di disgusto verso questa operazione da parte di gente che fino all'altro giorno era al governo, è davvero una cosa rivoltante. Ma come, invece di complimentarsi con gli addetti dell'Agenzia delle Entrate, invece di felicitarsi per l'esito di un'operazione che ha messo ancora una volta sotto gli occhi di tutti quel cancro (l'evasione fiscale, 150 miliardi di euro l'anno) che mina la salute di tutta la componente onesta della società italiana, c'è qualcuno che si mette a disquisire sull'opportunità o meno di un intervento del genere?
Roba da rimanere allibiti se non fosse sempre stato detto su tutti i giornali che gli elettori di Berlusconi e compagnia bella si annidavano proprio tra gli evasori fiscali.
Non per niente un'operazione del genere come quella dell'Agenzia delle Entrate non era mai stata messa in campo nei tre anni e più dell'ultimo governo del Cavaliere.
Sarà mica un caso se l'operazione è avvenuta proprio ora che a capo del governo c'è un signore che si chiama Monti e che dà l'impressione di non voler fare sconti a nessuno ?
E che dire dell'illuminato sindaco di Cortina che si è pubblicamente lamentato che operazioni del genere potrebbero compromettere l'economia della cittadina perché gli evasori potrebbero cercarsi altre località dove poter sfoggiare i loro cafonal-Suv e le loro Ferrari? E come mai all'illuminato sindaco di Cortina non sarà mai venuto in mente in passato di rivolgere un appello ai suoi elettori perché pagassero le tasse per intero?
Dicono i bene informati che azioni del genere si ripeteranno in altre località da cinepanettone. Si ipotizzano posti come Portofino, Capri, Taormina. E chissà, forse assisteremo ad incursioni anche in Costa Smeralda, in Versilia, sulla costa romagnola.
D'altra parte i proprietari di supercar e cafonal-Suv dovranno pur capire prima o poi che esporre i propri gioielli in pubblico prevede una tassa: che è quella appunto dell'accertamento fiscale.
Un ultimo piccolo e sommesso appunto a tanti colleghi della carta stampata e dei giornali on line: un po' dappertutto questi clamorosi finti poveri che viaggiano in supercar, che spendono e spandono senza ritegno in negozi, ristoranti o alberghi vengono definiti i "furbetti dell'evasione". Bene, perché invece che "furbetti" (termine che ha in sé un qualcosa di vagamente simpatico) d'ora in poi non cominciamo ad indicarli (come meritano) come delinquenti, ladri o rapinatori? Termini che sembrano più appropriati dal momento che c'è perfino chi (il garante della privacy Francesco Pizzetti) arriva a paragonare la lotta all'evasione fiscale a quella combattuta contro il terrorismo. Dice Pizzetti al Quotidiano Nazionale: "Non nascondiamoci che è in gioco la tenuta sociale e quindi democratica del Paese. L'anomalia della nostra evasione fiscale è diventata così forte e impudente che servono mezzi di contrasto altrettanto eccezionali". Proprio come contro il terrorismo.

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