L'Italia sulla luna

Italia ostaggio dei Tir. Ma quanto guadagnano gli autotrasportatori?

E' veramente disgustoso vedere l'Italia sfinita da lobby che pur di non perdere i privilegi accumulati in anni e anni di governi di tutti i colori sono pronte a bloccare l'Italia che lavora.
Hanno cominciato a manifestare contro il decreto delle liberalizzazioni fatto dal premier Monti i tassisti e sempre loro stanno continuando nella protesta che si articola in varie città. Hanno annunciato proteste anche avvocati, farmacisti, benzinai.
Ora si sono messi di traverso (è proprio il caso di dirlo) anche gli autotrasportatori: protestano contro il caro gasolio (come se facessero rifornimento solo loro), contro il caro autostrade (come se in autostrada ci andassero solo loro), contro il costo delle assicurazioni (come se fossero assicurati solo loro), contro il costo delle gomme. Recriminazioni giuste, intendiamoci perché le autostrade sono care, il gasolio pure, per non parlare delle assicurazioni.
Ma sono le modalità di protesta che non vanno bene: perché per manifestare contro ciò di cui si lamentano anche gli operai, gli impiegati, i pensionati, i disoccupati, non si può arrivare a paralizzare mezza Italia bloccando i caselli autostradali o trasformando in inferno il viaggio degli automobilisti e rendendo difficoltosissimo il passaggio ai caselli delle auto.
Una decina d'anni fa (o forse più; mi sembra che al governo ci fosse Prodi) ebbi la ventura di ritrovarmi su un'autostrada in pieno sciopero degli autostrasportatori. Un viaggio verso Napoli che ancora mi ricordo come un incubo: camion accatastati da tutte le parti, caselli presidiati e chiusi, ingorghi inestricabili. Così come mi ricordo del mezzo miracolo che mi permise, in quell'occasione, di imbarcarmi in tempo su un traghetto per la Sicilia.
Ineccepibili le proteste quindi, ma non i metodi. Però voglio anche dire che sarebbe auspicabile che accanto alle proteste venissero offerte al giudizio dell'opinione pubblica altre coordinate, tipo i privilegi (leciti e illeciti) delle categorie che protestano.
Per farla breve: può rovinarmi una giornata un tassista che vuol difendere il proprio lavoro e poi viene a dirmi (e dichiara al fisco) di guadagnare poco più di mille euro al mese? Può un padroncino (uno di quelli che hanno di proprietà uno o più Tir) bloccarmi per ore su un'autostrada e poi venirmi a dire magari, (con quello che costa spedire merce varia) che ad ogni viaggio Reggio Calabria - Milano e viceversa lui quasi ci rimette di tasca sua?
Allora, la protesta è prevista dalla Costituzione però bisognerebbe essere onesti in tutto e bisognerebbe anche che il governo facesse chiarezza sui guadagni, in questo caso, degli autotrasportatori (padroncini e autisti). Perché un giorno (e speriamo che arrivi presto) a protestare e a scioperare contro certe lobby potrebbero essere tutti i dipendenti a reddito fisso (quelli che i soldi da versare alle tasse non li vedono neanche), potrebbero essere tutti i pensionati, potrebbero essere quei milioni di consumatori stanchi di essere ricattati, maltrattati e sbeffeggiati da categorie che nel loro contratto sociale prevedono solo privilegi e furbate. E allora sarebbero guai anche per certe lobby.

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