L'Italia sulla luna

Il governo Monti insidiato perfino dalla lobby dei tassisti

E' davvero incredibile assistere a questi scricchiolii del governo Monti a così pochi mesi dall'insediamento e a così poca distanza da eccezionali gradimenti parlamentari.
Eppure in queste ore anche il Terzo Polo, finora il più convinto sostenitore del governo del professore della Bocconi (che per ora sta ottenendo la fiducia anche da Pdl e Pd) ha fatto balenare la possibilità che il suo voto favorevole sulle liberalizzazioni non sia così scontato. Tramite Rutelli ha fatto conoscere che prima deve vedere, deve leggere, deve valutare e poi deciderà.
Cosa deve vedere e cosa deve valutare? Vuol vedere e valutare che cosa uscirà dal Senato dalla discussione appunto sul decreto delle liberalizzazioni. Liberalizzazioni che hanno nel mirino farmacie, distributori di benzina, taxi, avvocati ed altri settori e che, a quanto è dato sapere, sarebbe stato parecchio annacquato dai lobbisti dei vari partiti con l'introduzione di varie modifiche. Modifiche che praticamente farebbero diventare un gozzo la corazzata liberalizzazioni presentata con molta enfasi da Monti.
Prendete ad esempio il caso dei tassisti, una lobby potentissima (per il numero dei voti che può muovere in una città) incaricata di svolgere un servizio pubblico che spesso (per il numero esiguo di vetture che c'è in giro) tutto fa fuorché pubblico servizio.
Ebbene il governo Monti aveva pensato alla creazione di un'Authority che individuasse le criticità (cioè dove mancano clamorosamente i taxi) e provvedesse col rilascio di altre licenze o altri provvedimenti a normalizzare la situazione.
Ora invece chissà mai perché (ma qualcuno lo sa bene) ecco il passo indietro: non sarà più l'Authority a stabilire l'aumento delle licenze, ma dietro sue indicazioni, demanderà la decisione ai sindaci delle varie città. Se i sindaci non dovessero seguire le indicazioni fornite, l'Authority potrebbe fare ricorso al Tar. Roba insomma da invecchiare prima di vedere un taxi in più girare per le città.
E così, come si può capire anche il governo Monti starebbe per essere messo all'angolo da non meglio identificati perlamentari che evidentemente hanno a cuore gli interessi di farmacisti, tassisti (chissà, forse vengono portati gratis da Fiumicino a Palazzo Madama e Montecitorio) e di chissà quanti altri.
Mai che questi parlamentari abbiano a cuore i problemi dei pensionati, dei consumatori e di chi è costretto a spendere molto di più in mancanza di una vera concorrenza fra fornitori di servizi e merci.
Ma guardiamo come andrà a finire la discussione in corso al Senato e guardiamo in cosa sarà trasformata la corazzata liberalizzazioni. Speriamo bene. Perché se salta Monti, salta l'Italia. Lobbisti e tassisti compresi.

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