L'Italia sulla luna

“Assedio indecente”: Casini si scaglia contro i lobbisti che vogliono frenare le liberalizzazioni

Sembra proprio che Pierferdy Casini in questa occasione abbia perso le staffe e non si è fatto pregare ad esprimere un giudizio chiaro e netto. Il leader dell'Udc e del Terzo Polo nel suo insieme, uno dei più (giustamente) convinti sostenitori del governo Monti, ha detto a proposito del dibattito che si sta svolgendo al Senato sul decreto liberalizzazioni: "L'assedio delle lobby e delle corporazioni è quasi indecente. Il governo deve andare avanti con forza".
E ancora: "Il governo ha presentato un buon provvedimento che non può essere annacquato. Bisogna andare avanti con coraggio resistendo all'assedio delle corporazioni. Il Senato e la Camera devono rafforzare il provvedimento e non indebolirlo mentre i partiti che diventano cassa di risonanza delle categorie rischiano di mancare, in questo caso, un altro appuntamento importante con i cittadini".
E conclude riferendosi forse a chi non avesse capito: "Sulle liberalizzazioni non possiamo scherzare: tutte le categorie devono fare i sacrifici necessari, non ci può essere chi fa il furbo o chi minaccia di fermare una fetta di città che poi in qualche modo viene salvato".
Casini dunque è stato chiarissimo. E chiarissimo deve essere il governo non retrocedendo da quanto ha in precedenza annunciato. Certo, il decreto può essere migliorato ma non può certo arretrare per compiacere questa o quella categoria. Si parla, come ormai tutti sanno, di farmacisti, tassisti, avvocati, di assicurazioni, della separazione di Eni da Snam.
Come reagiscono molte di quelle categorie che sono in ballo? Rivolgendosi appunto a lobbisti di professione i quali a loro volta affidano le loro ragioni a qualche parlamentare amico pronto a farsi convincere e a presentare qualche emendamento in aula.

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