L'Italia sulla luna

Cattivi pensieri (in libertà) / Alfano non ci sta a fare l’allenatore di calcio

Berlusconi non va a "Porta a Porta": sarebbe stata la sua prima uscita pubblica di una certa rilevanza dope le dimissioni da presidente del Consiglio date nel novembre scorso. Sembra che non ci vada (su suggerimento, a quanto pare, di alcuni maggiorenti del partito) per non offuscare la figura (per altro parecchio offuscata dal Cavaliere nei giorni scorsi con parole non proprio incoraggianti) del segretario del Pdl Angelino Alfano (quello del "Lodo Alfano" non dimentichiamolo mai).
Angelino Alfano da parte sua non va al vertice di maggioranza indetto dal premier Monti per fare il punto sulla situazione con le forze politiche maggiori che sostengono il suo governo: il Pdl guidato da Alfano, il Pd guidato da Bersani, l'Udc guidata da Casini. Alfano non ci va perché, a suo dire, non vuol parlare di Rai e Giustizia (tra gli altri argomenti all'ordine del giorno) e il vertice salta.
Una giustificazione, quella di Alfano, che non sta in piedi.
E allora cosa sta succedendo all'interno del Pdl? Quali polemiche lo stanno dilaniando?
Difficile dirlo, anche se la storia del Milan, la squadra del patron Berlusconi, insegna tante cose. Forse qualcuno avrà fatto presente a Berlusconi che non può continuare a trattare il suo delfino Alfano come se fosse un qualsiasi allenatore di calcio. L'ex premier ha abbozzato ed è volato in Russia dall'amico Putin.
E forse Alfano (politico di lungo corso, già ministro della giustizia, attuale segretario del Pdl) non vuole continuare ad essere trattato come un quasiasi allenatore di calcio.
Per capire i drammi che stanno squassando il Pdl forse basterebbe andare a rileggere le recenti vicende calcistiche del Milan e del bravissimo e pazientissimo Carlo Ancelotti.

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