L'Italia sulla luna

L’insostenibile prezzo della benzina: e se si pagasse in base al reddito e alla cilindrata dell’auto?

"Monti è lì da appena quattro mesi ed ha già fatto tanto, mettiti calmo". E' il mantra che sento ripetere da più parti, sia che si tratti di un incontro professionale, sia che si tratti di parole captate davanti ad uno di milioni di bar stadio sparsi per l'Italia.
Ed allora forse è davvero il caso che molti, me compreso, si mettano calmi.
Penso a questo mentre, in fila ad un distributore, aspetto il mio turno per fare benzina. Il display della stazione di servizio indica un costo della verde molto, ma molto vicino ai 2 euro per un litro. Vi rendete conto? Quasi 2 euro al litro, quasi (per chi abbia voglia di fare un esercizio di memoria) quattromila delle vecchie lire. Incredibile.
Incredibile che l'Italia sia uno dei Paesi al mondo dove un litro di benzina costa di più, incredibile che l'Italia sia il paese in cui nell'ultimo anno il costo della benzina è aumentato percentualmente di più: +18%. Incredibile che si pensi di far pesare sul costo una nuova accisa, la cosidetta tassa sulle disgrazie. Succede qualcosa da qualche parte? La Regione dove è successa la disgrazia può aumentare l'accisa.
Incredibile che il prezzo di un litro di benzina sia determinato da tasse e accise imposte dallo Stato (si paga ancora per la guerra d'Abissinia) che incidono quasi per il 60% sul costo finale. Più costa la benzina, più lo Stato incassa.
Ascolto le lagnanze dell'addetto del distributore: sostiene che da quando la benzina costa così tanto le sue vendite sono diminuite dal 20%. Ma dice anche che ci sono altri distributori che hanno perso anche il 30% e addirittura il 40%.
Ascolto le lamentele dell'automobilista che mi precede (la macchina è vecchia e abbastanza malmessa) che parla con l'addetto al distributore. "Io prendo la macchina per andare a lavorare. Se vivessi in città, farei come fanno tanti, lascerei la macchina a casa e prenderei l'autobus. Ma vivendo in un paese ed essendo il servizio di autobus del tutto insufficiente, sono costretto a prendere la macchina e a spendere dei bei soldi per andare a lavorare. E' giusto tutto questo? Datemi un servizio pubblico efficiente e lascio l'automobile a casa".
Già, è giusto tutto questo? E' giusto, si chiede l'automobilista ormai infervorato, che un litro di benzina debba costare uguale sia per chi con la macchina scassata va a lavorare e per chi va a fare passeggiate col Suv? Costi nella stessa misura per chi è costretto a prenderla per forza e per chi ne potrebbe fare benissimo a meno?
E lancia anche qualche proposta: pagare la benzina in base al reddito, così come si fa con i ticket in farmacia. Oppure pagare la benzina in base a fasce di cilindrata.
Potrebbero essere idee percorribili per un governo che finora non ha dato grandi soddisfazioni (anzi, semmai ha penalizzato) ad una classe lavoratrice duramente provata giorno dopo giorno da un crisi che si fa sempre più sentire?
Monti è arrivato da poco. Mettiamoci calmi. Certo. Ma sarà bene che anche il professore della Bocconi cominci a tastare meglio il polso della gente comune.

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