Pd allo sbando fra renziani scatenati e tanta voglia di resort di lusso
Che il Pd sia in stato confusionale lo dicevo anche nel precedente post. Ma oggi due notiziole apparse sulle cronache locali di due quotidiani hanno confermato ancora di più quest’idea che mi accompagna da un po’, per la precisione, da quando il Pd (da sempre predisposto ai suicidi politici) pensa di aver già vinto le elezioni in programma il prossimo anno.
Ebbene, proprio mentre a Roma nasce quello che qualcuno vorrebbe chiamare il “Polo della speranza” che vede l’alleanza del Pd con la Sel di Vendola (e possibile apertura all’Udc di Casini) a Viareggio, Versilia, provincia di Lucca, succede tutt’altro.
Eh sì, la provincia offre davvero in certi casi sguardi privilegiati su quello che potrebbe regalare il futuro.
Dunque si diceva che a Viareggio, dove una giunta di centrodestra si è appena dimessa, dove è appena arrivato il commissario prefettizio e dove il prossimo anno si svolgeranno le amministrative, dunque a Viareggio il Partito Democratico offre un’incredibile immagine di sé. Un’immagine che non può che sconcertare tutti i suoi fedeli elettori e tanti portati a saltare sul carro dei possibili (?) vincitori.
Allora, a livello nazionale non si sa ancora quando il Pd guidato dal segretario Bersani indirà le primarie per il candidato premier, non si sa se le primarie saranno di coalizione o saranno solo riservate agli iscritti del Pd, non si sa tante cose… ma si sa che a Viareggio la corrente renziana del Pd, rompendo gli indugi e non stando a sentire il parere del resto del partito, ha già indicato il candidato alle primarie di partito (un giovane avvocato di provenienza Margherita) e quindi a candidato sindaco della città. Un candidato, badate bene, pronto a prendere i voti ovviamente del Pd e dell’Udc, ma non quelli di Sel e della Federazione della sinistra.
Ma come i renziani locali prendono tutti in contropiede (compresi i colleghi di partito) rompono gli indugi e vanno già all’attacco avanzando proposte di alleanze e di chiusure in contrasto con quello che viene deciso a Roma? E Matteo Renzi, sindaco di Firenze, leader della voglia di rinnovamento del teatrino della politica che ne pensa?
E’ stato lui a dare il via a questa operazione locale anti Bersani? Domande alle quali qualcuno dovrà pur dare una risposta sensata.
Ma che la confusione all’interno del Pd regni sovrana, lo dimostra anche un altro piccolo fatterello che riporta la cronaca di Pisa de “La Nazione”.
Ebbene, il neopresidente del parco di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli, una delle più affascinanti oasi naturalistiche affacciate sul mare di cui l’Italia possa farsi vanto (natura incontaminata, dune sabbiose, specie rare di animali) ha lanciato l’idea di trasformare l’ex villa presidenziale del Gombo (costruita nel 1957 e utilizzata per le vacanze da molti presidenti della Repubblica prima di passare alla regione Toscana) in un resort di lusso da mettere a disposizione per master che le grandi aziende offrono ai loro manager. Una zona protetta, insomma, che potrebbe essere aperta dall’illuminato neopresidente a carovane di pullman, di Suv, magari ad elicotteri. Tutto nel segno del lusso e dello sfarzo.
Ora, se la proposta fosse stata avanzata da un palazzinaro qualsiasi o da qualcuno della cricca dei grandi eventi, sarebbe stata da respingere ugualmente ma consona ai personaggi in questione.
Invece no. La proposta viene avanzata dal presidente del Parco (Fabrizio Manfredi) che, incredibilmente è una eminenza grigia del Partito Democratico toscano, più noto a Viareggio per la sua smania di cementificare ai tempi in cui era assessore all’urbanistica.
Già da tempo questo signore avanza proposte di portare un po’ di cemento (sotto forma di resort e “subdole” piste ciclabili) all’interno del Parco. Proposte che l’opinione pubblica per ora ha sempre rimandato al mittente. Nel più assoluto silenzio del Partito Democratico. Che forse, prima delle elezioni politiche e amministrative, farà bene a chiarirsi un po’ le idee su tutto.
