L’ Ilva di Taranto, un’altra vergognosa storia italiana
Non so che opinione vi siate fatta voi, cari lettori, sulla vicenda Ilva, l’immensa azienda di Taranto che produce acciaio, che distribuisce lavoro a migliaia di famiglie e anche, in seguito all’inquinamento che determina, tanta morte fra gli abitanti della città pugliese.
Non so se siate d’accordo con la magistratura che vuol chiudere l’impianto per salvaguardare la salute dei cittadini o con il governo che è contrario alla chiusura perché migliaia di operai si troverebbero da un giorno all’altro disoccupati e che vorrebbe procedere alla bonifica degli impianti con la fabbrica in attività.
Neppure io ho un’opinione precisa su questa ennesima, bruttissima storia italiana. Se sia meglio continuare a lavorare e mantenere la famiglia pur correndo pericoli per la salute o ritrovarsi disoccupati, più sani ma non in grado di dare da mangiare ai propri cari.
Dico la verità, non so quale sia l’alternativa giusta, se stare con i magistrati che vorrebbero l’immediata chiusura o con i governanti (ho molti dubbi che si possa continuare a produrre acciaio senza creare ulteriore inquinamento durante la lunga bonifica).
Non ho una risposta, ma in compenso ho molte domande da proporre.
Ho letto che l’impianto dell’Ilva di Taranto (passato attraverso varie denominazioni) produce acciaio e quasi certamente inquinamento e malattie dal 1961.
Ecco, allora mi piacerebbe sapere dietro quali paravento sono stati nascosti in questi oltre cinquant’anni di attività e di inquinamento tutti i governi (di centro, di sinistra e di destra) che si sono succeduti alla guida della nostra amata Repubblica, dov’erano i magistrati che in migliaia saranno passati in questi cinquant’anni dalla procura di Taranto, dov’erano i sindacati di qualunque orientamento fossero, dov’erano gli addetti ai controlli, dov’erano tutti gli uffici addetti alla salvaguardia della salute dei cittadini, dov’erano tutti gli ambientalisti che in queste ore sciamano per le strade di Taranto, dov’era in definitiva lo Stato che, senza intervenire, ha permesso che in tutti questi anni si producessero a Taranto (e chissà in quanti altri posti d’Italia sta succedendo la stessa cosa in queste ore) acciaio e tumori.
Chissà se qualcuno saprà darmi una risposta convincente.
