L'Italia sulla luna

Il premier Monti può e deve ridurre il costo della benzina

Una settimana fa, più o meno a quest’ora, ero beatamente fermo in una stazione di servizio dell’Eni a fare il pieno di verde a prezzo scontato. La società petrolifera aveva deciso infatti di far ripartire gli italiani con ampi sconti sui suoi prodotti validi nelle ore del week end.
La promozione, lanciata da Eni e seguita da altre compagnie, è finita. E gli italiani sono costretti ancora una volta a confrontarsi con un prezzo della benzina che è fra i più alti del mondo.
Ripenso ad una settimana fa e passo davanti a due distributori: nel primo un litro di verde costa 2 euro e 14 centesimi. Nel secondo 2 euro e 13 centesimi. Un brivido corre per la schiena. Quattromila delle vecchie lire per un litro di benzina, roba da non credere. Ma è così. Vado alla ricerca di altri distributori: quella a miglior prezzo è a 1,921.
Una pazzia. Eppure è così. Un costo insopportabile per chiunque. Un costo che è determinato per il 60 per cento del totale da accise governative (di cui tutti sanno tutto; imposte per fronteggiare i disastri maggiori della storia italiana) e Iva sulle accise. Una cosa da non credere ma è così.
Certo, se uno abitasse in città si potrebbe anche salvare usando autobus, metropolitane, tram, bicicletta e piedi. Se uno abita in campagna o in paesi lontani dai grandi centri abitati, dove gli autobus passano quattro volte al giorno e le pendenze avrebbero messo a duro prova le qualità di Pantani, non c’è modo di scansare l’uso dell’automobile.
E allora il governo Monti una volta per tutte non può che affrontare il problema del costo della benzina. Perché va bene la sua lotta agli sprechi, vanno bene i provvedimenti per tirar fuori l’Italia dal pantano, va bene moralizzare e tirare la cinghia su tutto, ma non può certo continuare a costringere la gente a svenarsi per un litro di benzina.
Allora, l’iniziativa presa dall’Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) all’inizio dell’estate è stata senz’altro positiva e appezzata. Ma ha anche dimostrato (siccome non penso che l’azienda si sia ridotta sul lastrico per quegli sconti) che la benzina può costare di meno. Che è possibile dare una mano a tutti quegli italiani che sono massacrati dalle tasse e che devono servirsi dell’auto per lavoro o per necessità.
E allora bando ai discorsi: quegli sconti e quelle facilitazioni devono essere programmati anche per i week end autunnali e invernali. Perché in caso contrario quell’iniziativa presa in estate sarebbe stata solo una grande presa in giro. Monti in una maniera o nell’altra deve intervenire.

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