Monti aumenta l’Iva ma riduce le tasse a tassisti e gioiellieri
Da quando è arrivato al governo ho sempre sostenuto che l’Italia aveva bisogno di un tipo come Monti. Preparato, serio, deciso, capace dopo anni di clownerie, di riportare il nostro Paese in un’area mondiale di rispetto, credibilità e stima. C’è da soffrire, mettiamoci l’animo in pace e soffriamo per far uscire l’Italia da quel baratro in cui stava precipitando.
Ciò detto, mi posso permettere di dire che la riduzione delle tasse decisa nell’ultimo consiglio dei ministri (svoltosi nella notte fra martedì e mercoledì) è davvero risibile.
Sì perché il professor Monti ha deciso di ridurre di un punto percentuale le aliquote dei primi due scaglioni: dal 23% al 22 per i redditi fino a 15 mila euro e dal 27% al 26% per i redditi da 15 mila a 28 mila euro.
Tantissima gente onesta e che paga fino all’ultimo centesimo di tasse rientra in questi due scaglioni. E sono felice per tutti coloro che si ritroveranno in tasca qualche centinaio di euro in più da investire (secondo il governo tecnico) in consumi.
Ma, secondo gli ultimi dati forniti dal ministero delle Finanze, sapete anche chi rientra nel secondo scaglione (quello da 15 mila a 28 mila euro) e che godrà quindi della riduzione? Ebbene, ci rientrano i titolari di bar, i ristoratori, i tassisti, i titolari di autosaloni, i gioiellieri. L’elenco potrebbe continuare ancora parecchio, ma mi fermo qui. Ovviamente in questo secondo scaglione rientrano anche tanti altri lavoratori autonomi che raramente fanno una ricevuta per i lavori svolti.
Allora, è da ridere o no?
Insomma Monti fa uno sconto sulle tasse a tante categorie che molti sospettano essere a rischio (?) evasione. Evasioneche, è bene ricordare, i bene informati quantificano in circa 150 miliardi di euro l’anno. Una cifra impressionante che, se pagata, farebbe stare bene tutti.
Dunque, Monti fa uno sconticino ai tassisti, ai gioiellieri e compagnia bella, ma poi penalizza tutti gli italiani indistintamente (come è stato deciso) a pagare un punto percentuale di Iva in più su un’infinità di prodotti (benzina compresa).
Così tutti quelli che dichiarano più di 28 mila euro lordi, che cioè non rientrano nei primi due scaglioni, e che si sono sempre comportati onestamente pagando tutte le tasse, saranno come amano dire al Sud “cornuti e mazziati”: per loro nessuno sconticino e un punto in più di Iva da pagare.
Bello vero? Non mi pare proprio.
Insomma, anche il valoroso governo dei tecnici, in certi casi sembra procedere navigando a vista e non è davvero sopportabile. Un taglio qua, un taglio là, un contentino qua e un contentino là.
Ma ora il Paese, la gente onesta del Paese, ha bisogno di ben altro e chiede ai professori ben altro: quando, ad esempio, un taglio clamoroso e decisivo ai costi della politica che perfino in queste ore sta offrendo un drammatico e abominevole ritratto di sé?
Quando una lotta senza quartiere contro tutti gli evasori fiscali? Quando una riforma complessiva del fisco per premiare gli onesti e martellare i disonesti? Una riforma che dovrebbe prevedere all’inizio un articoletto come questo: chi evade va in galera e ci resta.
Possibile mai che gli illuminati professori della Bocconi non siano capaci di fare tutto questo? Forse non gli viene permesso. Ma allora dovrebbero far sentire in modo chiaro e netto anche la loro protesta contro un sistema partitico che li tiene in ostaggio.
