L'Italia sulla luna

Moriremo tutti dalemiani? Speriamo di no

Ho ancora in testa quel “Renzi si farà male” pronunciato da D’Alema (anche se la frase in un secondo momento venne smentita dalla sua portavoce) nel corso della campagna per le primarie del Pd contro il sindaco di Firenze che aveva osato chiedere il pensionamento anche per quello che un tempo veniva indicato come il “lìder Maximo” della sinistra. Quasi venticinque anni in parlamento, sosteneva Renzi, senza aver combinato granché (sosteniamo noi) potevano anche bastare.
Ho negli occhi la faccetta sorridente e beffarda di D’Alema subito dopo l’esito delle primarie che hanno visto il trionfo del suo pupillo Bersani sul sindaco rottamatore.
“Sono rilassato. Ora posso lavorare tranquillamente senza dare battaglia” ha detto D’Alema aggiungendo: “Il problema era che Renzi era il candidato di tutti contro di noi”. Proseguendo poi con generici attestati di stima nei confronti dello sconfitto. In puro stile politichese.
Certo, ora D’Alema è rilassato. Chissà, forse davvero, come ha confermato, non si presenterà candidato alle prossime elezioni. Ma è certo che continuerà a fare da suggeritore all’amico Pier Luigi. In vista (e, ahinoi, nel corso) di un quasi inevitabile governo Bersani-Vendola.
“Moriremo tutti democristiani” diceva tanti anni fa l’immenso Montanelli. Il pericolo invece, ora, allo stato dei fatti con il centrodestra allo sfascio, un centro che non c’è e il “rottamatore” o meglio “l’innovatore” messo in un angolo, è che si debba morire tutti dalemiani. Speriamo di no, perché sarebbe davvero insopportabile. L'unico che ci può salvare da questo disastro è Monti.

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