Che tristezza se un anziano ex premier non si accorge che il tempo è scaduto
Mi fa veramente tristezza vedere un anziano leader, ex premier già in mezzo a scandali e processi, costretto un anno fa a dimettersi per l’inefficienza del suo governo, trascinarsi da una tv all’altra (anche la più sconosciuta) da una radio all’altra, da un giornale all’altro per avere un po’ di visibilità e tentare di risalire una china sempre più ripida.
Mi fa tristezza vedere questo ex premier, un po’ traballante sulle gambe, frequentare con preoccupante assiduità, tv, radio e giornali per tentare di ammaliare ancora milioni di italiani con le sue arti da illusionista.
Mi fa tristezza assistere alle sue performance nel corso delle quali promette ancora tutto e di più. Come se il tempo non fosse passato. Sempre le solite inattuabili cose: via l’Imu, meno tasse, un milione di posti di lavoro in più, la rivoluzione liberale, una nuova architettura istituzionale, nuove frontiere per l’economia. E chissà forse prima o poi arriverà anche il progetto di un nuovo ponte su qualche nuovo stretto. Come se il tempo non fosse passato. Ma il tempo è passato: sono le solite promesse di sempre che l’anziano leader in venti anni di potere non è mai stato capace di realizzare.
Mi fa davvero tristezza vedere l’ anziano leader andare a raccontare tutto questo davanti alle telecamere e osservare anche qualche conduttore, incaricato al contraddittorio per non fargli fare il solito infinito monologo, che lo tratta come un nonno un po’ andato con la testa.
Mi fa tristezza vedere questo anziano leader vicino all’ottantina che si accompagna con una giovanissima fidanzata, circondato da gente che non è neppure in grado di confezionargli su misura una campagna elettorale un po’ più credibile di quella che offre in questi giorni.
Mi fa tristezza vedere questo anziano leader tentare di fare ancora affidamento sul fascino che una volta esercitava sulle masse composte soprattutto da attempate signore. Un fascino che sembra inesorabilmente tramontato dietro capelli troppo tinti, dietro qualche chilo di troppo, dietro giacche troppo larghe, dietro un lifting impietoso, dietro parole che suonano ormai prive di contenuto.
Mi fa tristezza vedere questo anziano leader tentare di occupare, grazie alle poderose amicizie, ogni spazio dell’etere e poi protestare se altri tentano di fare altrettanto.
Mi fa tristezza vedere questo anziano leader pronto, per qualche voto in più o per qualche alleanza in più, a far presente che potrebbe anche fare un passo indietro e in caso di vittoria della sua coalizione, prestarsi a fare, invece che il premier, il ministro dell’economia (?) o il ministro degli esteri (?).
Mi fa tristezza vedere questo anziano ex premier minacciare, in caso di vittoria, commissioni d’inchiesta sul complotto (solo da lui evocato) che lo avrebbe portato alle dimissioni un anno fa.
Mi fa tristezza vedere all’opera un anziano leader che non si rende conto che il suo tempo politico è definitivamente scaduto. E che tantissima gente gli ha ormai rivolto le spalle.
Mi fa tristezza sentire questo anziano ex premier definire gli avversari Monti-Casini-Fini il “Trio sciagura”. E mi chiedo come potrebbe essere definito lui insieme ai suoi scudieri e le sue amazzoni.
Mi fa tristezza tutto questo.
Ma è una tristezza che passa presto quando mi rendo conto che questo anziano leader è uno che è riuscito (grazie ai suoi accoliti) a far credere ad un parlamento intero (italiano e forse rosso di vergogna) che la giovanissima Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak, che è uno capace di passare alla moglie divorziata centomila euro (100.000 euro) al giorno, che ha un impero televisivo, che è uno stramiliardario capace in passato, con i suoi giochi di prestigio, di prendere il voto anche ad un vecchietto al minimo della pensione.
Passa la tristezza e mi chiedo perché. Perché l’anziano, mummificato leader ha deciso di scendere (lui scende, Monti sale) di nuovo in campo, perché ha deciso di infilarsi di nuovo in questa snervante battaglia politica. Perché? Forse per salvare l’Italia da quella crisi da cui (secondo lui) era già uscita quasi due anni fa? Forse per salvare l’Italia dagli aborriti comunisti (che non esistono più neanche in Cina)? Perché invece non si gode in santa pace i suoi miliardi, perché non si gode la sua giovane fidanzata, o forse meglio perché non si gode i suoi nipotini, le sue televisioni, il suo Milan, le sue ville sparse per il mondo?
Perché, perché, perché?
Mi risponde un amico per email: forse perché ha il terrore di essere prima o poi costretto all’esilio magari nella dacia dell’amico Putin. Un amico che può vantare un passato da vero comunista.
