Non solo Sanremo. Anche il Papa e la magistratura oscurano Berlusconi
“Siamo in testa e vinceremo. Quindi non ci sarà bisogno di alcuna grande coalizione”. Parole di poche ore fa di Silvio Berlusconi. L’importante è credere in quello che si dice, ma forse neppure lui crede più in ciò che dice.
Perché bisogna essere davvero illusi per annunciare di aver recuperato nella settimana che sta per concludersi tutti i punti percentuali che dividono la coalizione del Pdl da quella del Pd. Un’illusione che il Cavaliere cerca di trasmettere ai suoi, ma sa benissimo in cuor suo che le cose non stanno davvero così.
Oltretutto in questa settimana la politica in generale (ma soprattutto il Cavaliere, dal momento che è quello che si sta dando più da fare nel tentativo disperato di rimonta nei sondaggi) è stata praticamente oscurata da tutti gli eventi che si sono succeduti.
Il Cavaliere, consapevole dei pericoli che potevano derivare dall’ “oscuramento”, aveva chiesto qualche settimana fa che venisse spostato il festival di Sanremo. Da uomo di spettacolo sapeva benissimo che milioni di italiani sarebbero stati inesorabilmente attratti più dalle parole di Fazio e dalle canzoni di Elio e le Storie Tese e dei Modà che dai suoi proclami. La richiesta, come si sa, è stata rinviata al mittente e il Festival sta facendo record di ascolti in barba a promesse elettorali e slogan acchiappavoti dei politici.
Ma al Cavaliere alla disperata ricerca di visibilità in questa settimana non ne è andata bene una.
Infatti, per avere qualche speranza di fare breccia nelle menti ancora incerte di tanti italiani, non solo avrebbe dovuto ottenere lo spostamento di data di Sanremo, ma avrebbe dovuto anche chiedere al Papa di rinviare di qualche tempo l’annuncio delle sue storiche dimissioni, avrebbe dovuto chiedere alla magistratura di non fare tanta confusione sul Monte dei Paschi di Siena, sul suo amico Formigoni, sulle vicende di Finmeccanica e su tante altre questioni che riguardano colleghi di partito.
Avrebbe anche dovuto chiedere al mitico Pistorius (nessuno potrà cancellare ciò che, pur senza gambe, ha fatto in campo agonistico) di non fare la pazzia che ha fatto e che sta occupando tanti spazi su giornali e nei tg.
Insomma, sembra proprio che tutti gli eventi di questi giorni congiurino per oscurare i propositi del Cavaliere, il quale d’altra parte a fare confusione ci mette parecchio del suo illustrando concetti e poi smentendoli nel giro di poche ore (la vicenda delle commissioni e delle tangenti).
E allora se al Cavaliere comincia a venire meno anche la fortuna che l’ha sempre assistito per lui potrebbero essere veramente guai.
Il “Siamo in testa e vinceremo” detto oggi sembra davvero una barzelletta. O si placa la scatenata cronaca di questi giorni e Berlusconi potrà riprendere ad annunciare (come nel calciomercato) “bombe” varie per attirare gli indecisi (però, ad esempio, la vicenda del Papa andrà avanti parecchio e occuperà sempre più spazi) oppure il Cavaliere può iniziare fin da ora a riporre in un cassetto i suoi impossibili sogni di rinnovata gloria.
