L'Italia sulla luna

Salta l’incontro: Berlusconi in fuga davanti alla coppia Gruber-Travaglio

“Monti chiede il confronto perché è disperato e perché rischia di non avere rappresentanti in parlamento”. E ancora: ”I confronti si fanno tra i candidati che sono in lizza e Monti non lo è più. Non è più in lizza poiché non ha nessuna possibilità di poter vincere le elezioni”.
Così Berlusconi ha iniziato la volata finale verso il voto di domenica e lunedì prossimi. Una volata che si annuncia tristissima per il Cavaliere che non solo ha detto no al confronto televisivo con il premier uscente Monti, ma ha anche rifiutato, dopo aver dato il suo assenso all’iniziativa, di farsi intervistare stasera a 8 ½ su La7 dalla temibilissima (per lui) coppia Gruber – Travaglio. A quanto sembra il Cavaliere si farà intervistare invece da Enrico Mentana in “Bersaglio mobile”. Il Cavaliere non ha spigato il cambiamento di rotta, ma riflettendoci un po’ non è così difficile da capire.
Cosa avrebbe potuto rispondere infatti il Cavaliere illusionista di fronte agli attacchi precisi, puntuali e superdocumentati che ovviamente gli avrebbe portato Travaglio? E come avrebbe ribattuto alle perfide e taglienti domande della Gruber? Quali tesi opporre, quali storielle raccontare, quali barzellette avrebbe potuto mettere in campo? Meglio andare dal direttore del Tg, sempre incisivo anche lui, ma forse più rassicurante.
E ancora: perché Berlusconi si dice favorevole ad un confronto televisivo con Bersani ma non a tre con anche il professor Monti? Ovvio anche questo. Perché con Bersani (vista anche l’alleanza del leader del Pd con Vendola) il Cavaliere si potrebbe scatenare di nuovo nel rievocare i pericoli del comunismo e delle derive di quell’ideologia tanto cara, fino a qualche tempo fa, al fedele amico Putin.
Cosicché Bersani si potrebbe trovare nella difficile impresa di dover spiegare per l’ennesima volta non solo al Cavaliere ma anche a tanti italiani che il comunismo forse non esiste più neppure a Cuba.
E chiaro comunque che in uno scontro a due con Bersani il Cavaliere di Arcore potrebbe avere qualche chance almeno di pareggio. Pareggio, perché come si sa tanti italiani sembrano ancora disposti a farsi prendere in giro da false promesse riproposte (e mai mantenute) in una quindicina d’anni di potere. E perché, come si sa altrettanto bene, il giaguaro è parecchio restio a vendere la pelle prima del tempo o per lo meno a farsi smacchiare.
Ma diciamo la verità, quali opportunità di brillare avrebbe il Cavaliere in un confronto, seppur a tre, con il professor Monti? Uno che, di qualsiasi cosa si parli, non solo conosce la materia, ma che a fronte di qualche sbraitante attacco dell’avversario, potrebbe rispondere con una perfidia e un humour tutto british di cui ha già dato ampie prove e alle quali il Cavaliere non potrebbe certo opporsi con le sue grasse barzellette. Le opportunità di fare bella figura per il Cavaliere sarebbero davvero ridotte al lumicino.
Ecco perché quindi il Cavaliere in cerca di salvezza (perché in caso di sconfitta il suo futuro politico potrebbe essere abbastanza nebuloso) quasi certamente, a meno di clamorosi ripensamenti, correrà la volata decisiva per le elezioni in solitaria. Passerà la settimana dalla mattina alla notte, fra una radio e una tv, fra un forum e un’intervista telefonica, senza neppure avere accanto Angelino Alfano, suo segretario particolare nonché del Pdl (ma che fine ha fatto?).
Solo, soletto. Perché finché Berlusconi può monologare ha sempre qualche possibilità di convincere un po’ di indecisi di memoria corta, ma nei confronti viso a viso con gente che sa, preparata e per niente disposta a lasciargli il pallino in mano non ha vie di scampo. Almeno sulla carta.

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