Dichiarazione di voto: io scelgo chi non promette miracoli
“Allora, Buffon sembra intenzionato a votare per Monti, Nanni Moretti per Bersani. E tu per chi voti?” mi chiede un amico in una maniera che in Usa definirebbero un po’ troppo diretta.
Non sono una star. “E tu dimmelo lo stesso” insiste l’amico. E allora è inutile stare a palleggiare a centrocampo come fanno quelli che vivono di politica e che dalla politica cercano sempre qualche beneficio. Improponibile almeno per me prendere tempo, tentare di tergiversare e nascondersi dietro la segretezza del voto.
E allora, diciamolo. Potrei votare per Berlusconi e le sue promesse da strapazzo che porta avanti da quindici anni a questa parte senza mai realizzarle?
Potrei votare per Maroni e la sua Lega che ancora, nel dopo Bossi, non ha ancora deciso quale strada intraprendere, se quella che riporta a Roma ladrona o alla Padania che lavora e produce?
Potrei votare per Bersani e la sua alleanza con Vendola che una volta al governo potrebbe frantumarsi sula prima decisione importante?
Potrei votare per Grillo e il suo Movimento che promettono, al di là dell’indubbio fascino provocatorio, solo un salto nel buio per l’Italia e per gli italiani che fino ad oggi hanno fatto immani sacrifici per uscire da quel baratro in cui li aveva portati il governo Berlusconi?
Potrei votare per i “Fratelli d’Italia” e i loro rivoltanti cartelli omofobi?
Potrei votare per la destra di Storace?
Potrei votare per Ingroia che con la sua “Rivoluzione civile” si propone di ripresentare alla grande ribalta personaggi che, come se la storia non avesse insegnato niente, sognano ancora il comunismo?
Potrei votare per Giannino che non solo, contrariamente a quanto dichiarato, non ha mai preso una laurea, ma che non è stato neppure a cantare allo “Zecchino d’oro” del Mago Zurlì?
Suvvia, non scherziamo.
In questo momento, almeno secondo me, l’unico politico di cui ci si possa fidare appare proprio il professor Monti: economista serio, preparato, benvoluto in Europa e negli Stati Uniti (il che non guasta mai), bocconiano non millantatore, uno che pacatamente promette ancora un po’ di lacrime e sangue, ma che promette anche il massimo impegno per predisporre un futuro migliore per gli italiani. Non promette miracoli, né grandi né piccoli. Ci racconta la realtà delle cose, quella realtà che molti altri politici per una disperata ricerca del consenso, tendono a nascondere.
Io sono pronto a credere in lui.
