L'Italia sulla luna

Berlusconi e la giustizia: le brutte figure di Alfano e compagnia danzante

La manifestazione fatta ieri dai parlamentari del Pdl davanti e dentro il palazzo di giustizia di Milano contro la magistratura rea (a loro dire) di perseguitare il loro capo Berlusconi si è risolta davvero, se mi posso permettere, in una pagliacciata.
Andare davanti al palazzo di giustizia a manifestare, a schiamazzare, a urlare che in Italia c’è un’emergenza democratica, è stato davvero uno show indecoroso. Vedere quei centocinquanta e più parlamentari (alcuni da sempre frou frou, altri da sempre serissimi, nelle foto si riconosce bene anche Giovanardi) ha fatto davvero male. Tutto questo perché i nodi del Cavaliere con la magistratura stanno arrivando al pettine, tutto questo perché i magistrati avevano disposto una nuova visita fiscale per il Cavaliere ricoverato al San Raffaele per una congiuntivite, tutto questo perché i giudici non avevano riconosciuto il legittimo impedimento al difensore del Cavaliere Ghedini che avrebbe dovuto, nelle stesse ore del processo Ruby, partecipare ad una riunione di partito (presto Ghedini, avvocato, nonché deputato alla Camera, dovrà anche spiegare a tutti quand’è che si impegna per il Cavaliere, suo principale datore di lavoro, e quando si dà da fare per il popolo italiano, dal quale è ugualmente stipendiato. Ma queste sono quisquilie).
Deputati e senatori del Pdl (almeno avessero cantato bene l’Inno di Mameli, hanno fatto male anche quello) hanno dimostrato per il loro capo. Era nel loro diritto, penso. Spero di vedere almeno un senatore o almeno un deputato Pdl quando il collegio dei giudici deciderà una visita fiscale a carico anche di qualche altro imputato sconosciuto e infinitamente meno fortunato del Cavalier Berlusconi. Mi basterebbe vedere una Santanché qualsiasi o una Gelmini, quella del tunnel dei neutrini, accampate sulle scale del palazzo di giustizia in difesa dell’imputato ignoto.
Ho detto ciò che penso sulla manifestazione di ieri. Ma non può passare sotto silenzio neppure quella di oggi, cioè l’incontro del segretario del Pdl Alfano e di altri parlamentari del Popolo della Libertà con il presidente della Repubblica Napolitano. Un incontro (nelle intenzioni dei maggiorenti del Pdl) per sottolineare ancora una volta la necessità che la magistratura cambi atteggiamento nei confronti del Cavaliere.
Un appello al presidente della Repubblica quasi infantile che ha avuto come unico risultato quello di prendersi in faccia una risposta a muso duro da parte di Napolitano. Una risposta che tradotta suona così: fate i buoni, state calmi perché l’indipendenza della magistratura non si discute.
Guardiamo adesso cosa farà il Pdl. Guardiamo come reagirà alle parole del Presidente e alle ulteriori, prossime decisioni dei magistrati nei confronti del Capo.
Forse sarebbe meglio se i parlamentari del Pdl, invece di andare a perdere tempo sulle scale del palazzo di giustizia di Milano, cominciassero a prendere in considerazione l’ipotesi di non interferire più nelle decisioni dei magistrati e cominciassero a pensare ad un nuovo segretario, perché Alfano (quello del Lodo Alfano, non dimentichiamolo mai) quello che li sta guidando in queste ore data la malattia del Cavaliere, non sembra davvero in grado di traghettare il Pdl o il centrodestra verso nuovi, gloriosi orizzonti.

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