L’Italia ha bisogno di un governo. Chiudiamo i nostri parlamentari in un conclave laico
“Sono stati più veloci dei politici italiani”, dice fra il divertito e il preoccupato il presidente della Repubblica Napolitano al vicepresidente Usa Joe Biden. Si riferisce, ovviamente, a quei centoquindici cardinali, che in due giorni hanno eletto quello che sembra, almeno dai primi atti e dalle prime parole, un grande Papa.
La battuta del Presidente arriva alla vigilia di quelle consultazioni con i leader delle forze presenti in parlamento (cominciano domani) per arrivare quanto prima alla formazione di un governo.
Proprio così. Camera e Senato hanno i loro presidenti (Boldrini e Grasso), in queste ore si stanno decidendo anche i capigruppo dei partiti in parlamento, ma il governo ancora non c’è. Non c’è nei fatti e non sembra esserci neppure all’orizzonte. Un’impresa che appare disperata quella che aspetta Napolitano, Bersani, Alfano, Grillo e via via tutti gli altri.
Sì perché il Pd non vuol sentir parlare di un governo col Pdl, i democratici sarebbero disposti ad un governo con i grillini, ma i grillini, ancora scossi dalla drammatica votazione su Grasso che ha spaccato il Movimento, almeno al momento, non ne vogliono sapere. Vendola è ammutolito dopo l’insuccesso elettorale di Sel, Monti sta a guardare e aspetta sulla riva del fiume che passino i corpi di alcuni nemici, il Pdl, messo in un angolo dai risultati elettorali ma anche dalle vicende giudiziarie a carico di Berlusconi che offrono tutti i giorni novità, è in cerca di qualche sponda per tornare sotto i riflettori.
L’Italia, lo dicono tutti, ha assolutamente bisogno di un governo che operi seriamente contro la crisi sempre più grave e contro la speculazione.
Tutti chiedono con forza un governo, ma fare un governo in queste ore, date le rigide posizioni delle forze in campo, può davvero sembrare un’impresa impossibile. Che fare dunque? Altro che consultazioni, ci vuole ben altro.
E allora, proprio partendo dalle parole di Napolitano con cui ho cominciato questo post, io una mezza idea ce l’avrei.
Pescherei fra tutti i partiti più rappresentativi un centinaio di deputati e una cinquantina di senatori e li chiuderei tutti dentro a Montecitorio. Chiusi a chiave, senza computer, senza telefonini, senza iPad, senza parenti, senza amici, senza fidanzati o fidanzate, senza amanti, senza segretari, senza portaborse, senza scorte, senza salotti bene e ristoranti stellati. Pasti frugali per tutti e, per trascorrere la notte, brandine piazzate in Transatlantico tipo quelle che i nostri politici forniscono spesso e per parecchio tempo alle popolazioni vittime di tragedie ambientali.
Volete scommettere che in quattro e quattr’otto Bersani, Alfano e tutti gli altri arriverebbero ad un accordo per formare un nuovo governo? Volete scommettere che un’esperienza del genere sarebbe parecchio utile per riportare con i piedi per terra tanti parlamentari che sembrano aver perso il contatto con il mondo reale?
In due giorni centoquindici cardinali sono stati in grado di eleggere il nuovo Papa, leader di uno dei Paesi più influenti nel mondo (basta vedere tutti i capi di Stato che in queste ore sono a Roma per rendergli omaggio) e guida spirituale di un miliardo di persone. Non potrebbe essere quindi possibile per una manciata di nostri parlamentari mettersi d’accordo in poche ore per formare se non un governissimo almeno un governicchio?
E allora chiudiamo a chiave i nostri parlamentari a Montecitorio e lasciamoli lì per un po’ a schiarirsi le idee. Le astinenze possono fare miracoli. Penso che un conclave laico potrebbe davvero riuscire nell’impresa. Prima il governo e poi, cari parlamentari, se vi pare, tutti a cena da Fortunato al Pantheon. La carbonara potrebbe sembrarvi ancora più buona.
