L'Italia sulla luna

Ha ragione Renzi: i politici perdono tempo mentre l’Italia continua ad affondare

Ebbene sì, lo devo confessare: faccio parte anch’io di quel 95% degli italiani che, come dice Renzi, pensano che i politici tutti, presi dalle grandi manovre per la formazione di un nuovo ipotetico governo che per ora non si vede all’orizzonte, e per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, stiano perdendo tempo.
Proprio così, come dice a gran voce il sindaco di Firenze, si sta perdendo tempo inutile. Il mondo va a mille e l’Italia, povera Italia bastonata dalla crisi, sta andando a dieci. Le fabbriche chiudono, i negozi abbassano le saracinesche, i disoccupati aumentano, la gente si ammazza. E loro, quelli della Casta, lì a Roma a nostre spese ad interrogarsi sul nulla.
Le elezioni si sono svolte una quarantina di giorni fa. E cosa è successo in tutto questo tempo? Niente, assolutamente niente se non il patetico tentativo di Bersani di agganciare i grillini e la nomina, da parte del presidente Napolitano, dei dieci saggi che non si sa bene su cosa dovrebbero esprimere la loro saggezza. Uno di loro ha candidamente ammesso di sentirsi inutile e che il loro impiego in due commissioni è solo una perdita di tempo.
Qualcuno obietterà che la Costituzione prevede precisi adempimenti in presenza della scadenza del mandato del presidente della Repubblica. E questo può certamente valere per ciò che sta succedendo in questi giorni.
Ma che dire di cosa non è stato fatto da un mese a questa parte? Cosa è stato deciso, cosa è stato predisposto per contrastare la crisi, per dare una guida agli italiani? Niente.
E, a parte votare l’Imu e qualche altra legge per tentare di salvare l’Italia dal baratro, cosa sono stati capaci di combinare il Pd e il Pdl durante un anno di governo Monti? Anche qui siamo purtroppo a niente. Non sono riusciti a mettersi d’accordo neppure su uno straccio di legge elettorale diversa da quella attuale, il famoso “porcellum”, che si è visto quanti danni sia capace di produrre.
Eh sì, dopo le elezioni di fine febbraio (dove il Pd ha vinto alla Camera ma non è riuscito a vincere al Senato) il segretario dei democratici Bersani si è ostinato a non voler aprire ad un governissimo col Pdl, ha tentato di corteggiare in modo inverecondo Grillo e i suoi e, una volta respinto dal comico che volle farsi leader, si è arroccato nella sua torre che da un po’ di tempo sta minacciosamente scricchiolando.
Così oggi siamo a questo punto: con un vecchio governo in carica, un nuovo parlamento che non lavora, una Presidente della Repubblica che sta per concludere il suo settennato. Non è davvero una bella situazione.
Cosa ci riserverà il futuro? Chi lo sa. Se fosse per Renzi, un pragmatico che non si nasconde certo dietro usurati steccati ideologici, ci potrebbe essere un accordo col Pdl o nuove elezioni. In ogni modo, comunque, dovrebbe essere messo in atto un tentativo di uscire dalle secche in cui si trova attualmente la politica del nostro Paese. Perché non si può restare immobili ad osservare la nave che giorno dopo giorno affonda un po’ di più.
Lui, Renzi, almeno un’idea ce l’ha. I dirigenti del suo partito, a cominciare dal segretario Bersani, neanche quella. L’unica idea che ha è quella di respingere ogni ipotesi di accordo col Pdl. Bersani è un politico accorto? Ce lo racconteranno i prossimi sviluppi della cronaca, non certo della Storia.
Dice ancora Renzi: “Le soluzioni politiche, se si vuole, si trovano. Ma bisogna volerle e smettere di pensare ai destini dei leader invece che a quello del Paese”.
Come si fa a non essere d’accordo col sindaco di Firenze? Come si fa a non apprezzare un personaggio che per le sue posizioni chiare, per la visione che ha della politica (più vicina alla soluzione concreta dei problemi che ai dibattiti senza costrutto che si svolgono spesso nelle direzioni dei partiti) è sempre più inviso ai dirigenti del Pd, tanto da essere attaccato in maniera becera perfino da L’Unità?
Povero Pd, com’è ridotto male dopo la mezza vittoria alle elezioni. Almeno fosse vero quello che sembra aver detto D’Alema fra il serio e il faceto non tante ore fa: “Se nel Pd prevale la linea Renzi io vado a fare un grande partito della sinistra con Nichi Vendola”.
Che bello se fosse vero. Ci sarebbe veramente da festeggiare. Soprattutto all’interno del Pd.

comments powered by Disqus