L'Italia sulla luna

Quirinale, Prodi non ce l’ha fatta. Tradito ancora una volta dai suoi

Romano Prodi non ce l’ha fatta. Alla quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica il professore doveva arrivare a 503 voti. Si è fermato a 395 e tutto quindi è tornato in alto mare.
Questa è la notizia del giorno certo. Ma il dato più clamoroso uscito dalla votazione è che l’ex premier Prodi, l’unico a sinistra che alle elezioni è riuscito a battere per ben due volte l’avversario Berlusconi, ancora una volta, come successe anni fa quando cadde il governo che guidava, è stato tradito dai suoi.
Ben cento parlamentari di centrosinistra che avrebbero dovuto assicurare il loro appoggio al candidato messo in campo dal Pd dopo la caduta di Marini, sono confluiti verso altri candidati, tipo Rodotà, tipo Cancellieri o verso personaggi ingombranti come D’Alema. E dire che i grandi elettori del Pd, in una riunione che aveva preceduto la votazione, si erano detti tutti unanimemente entusiasti del ritorno in campo del professore di Bologna.
Insomma il Pd ha dato ancora una volta una squallida dimostrazione di inaffidabilità e di essere forse ormai sull’orlo di una sempre più probabile scisssione. Quand’è che gli elettori del Pd si decideranno a scendere in campo con i forconi e cacciare i maneggioni del loro partito che da troppo tempo condizionano in maniera vergognosa la vita politica del nostro Paese?

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