L'Italia sulla luna

Napolitano giura e attacca duramente i partiti. Si decideranno ora a trovare un accordo?

“Non prevedevo di tornare in quest’aula” ha detto Giorgio Napolitano davanti a deputati e senatori riuniti a Montecitorio in seduta congiunta. Invece, a 87 anni, Napolitano c’è tornato per il giuramento di rito e per iniziare (cosa mai successa in precedenza) il secondo settennato da Presidente della Repubblica.
C’è tornato. E c’è tornato con un piglio che ha impressionato parecchio. Perché il suo discorso, applauditissimo da tutti (eccetto che dai grillini) è stato un inesorabile e durissimo attacco nei confronti dei partiti. Perché, ha ricordato tra l’altro Napolitano, alla richiesta di riforme e rinnovamento “non si sono date soluzioni soddisfacenti”. Ed ancora: “Hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi”.
Il Presidente ha sottolineato con amarezza il fatto che i partiti non si siano messi d’accordo per la riforma elettorale. Ed è stato chiaro fin da subito: se dovesse trovarsi di fronte a “sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato” non esiterà “a trarne le conseguenze dinanzi al Paese”. Auspicando quindi, in sintesi, un governo di larghe intese fra le varie forze in campo.
Napolitano è stato chiaro. I partiti dopo le vergognose dimostrazioni offerte nei giorni scorsi nelle votazioni per il Quirinale, l’hanno chiamato a salvare la Patria, lui ha accettato anche non ne aveva la minima voglia. Ma ora bando alle chiacchiere e alle divisioni e tutti a lavorare per ridare una guida al Paese e tentare di porre le basi per uscire dalla crisi in cui si trova.
I partiti hanno preso delle belle bacchettate dall’anziano ma combattivo Presidente. Speriamo che i politici abbiano capito e che si diano da fare fin da subito per seguire le sue indicazioni. Speriamo che non facciano perdere ulteriore tempo agli italiani e all’Italia.
Forse questa per i politici del nostro parlamento è l’ultima occasione per riconquistare un po’ di fiducia da parte degli elettori. L’unica speranza è che non ricomincino subito (fra poche ore si svolgerà la direzione del Pd) con giochi, giochini, intrallazzi, veti, controveti e tradimenti. Non c’è tempo da perdere. Bisogna quanto prima uscire da questo stallo che sta andando avanti da quasi due mesi. La pazienza degli italiani è ormai giunta al limite.

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