L'Italia sulla luna

“Il governo non rischia”: Berlusconi costretto a fare il padre della patria

“Mi sento prima di tutto un italiano. Non confondo le vicende personali con quelle del governo”. E ancora: “Attaccare la nemica in toga ma tenere fuori il governo, nessun fallo di reazione”.
A leggere certe dichiarazioni di Berlusconi a poche ore di distanza dalla richiesta di condanna avanzata nei suoi confronti da Ilda Boccassini, pm del processo Ruby (sei anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile, interdizione perpetua dai pubblici uffici) a qualcuno potrebbe anche venire qualche scrupolo di coscienza. E pensare che il Cavaliere si stia comportando come un vero padre della patria (un riconoscimento che amerebbe alla follia). Incassa quella forte richiesta di condanna, se la prende coi giudici, ma frena i suoi e li invita a non creare problemi al governo di larghe intese portato avanti da Enrico Letta e dal suo delfino Angelino Alfano.
Davvero una brava persona, potrebbe pensare qualcuno. Il Cavaliere ha i suoi guai giudiziari (e il processo Ruby non è il solo) ma antepone il bene dell’Italia e degli italiani in crisi alle sue vicende personali. Bene, bravo, bis. Prima di tutto la Patria, ci mancherebbe altro.
Una sceneggiatura (sostenuta da tanti fedelissimi scudieri del Cavaliere) che potrebbe sembrare bella e veritiera.
Ma con Berlusconi (si sa ormai da una ventina d’anni) bisogna sempre stare attenti. E soprattutto non bisogna farsi coinvolgere nel gioco proposto dal grande illusionista.
E allora diciamolo chiaramente: se a Berlusconi convenisse, non ci penserebbe più di tanto a far cadere il governo Letta e mandare a casa tutti i protagonisti della larga intesa. Mettendo da una parte gli italiani, l’Italia in crisi, le raccomandazioni del presidente Napolitano, quelle dell’Europa e tutto il resto.
Ma almeno per il momento a Berlusconi non conviene far cadere il governo. Gli conviene sostenerlo e forse sostenerlo a lungo.
Pensate un po’, Berlusconi è al governo pur avendo perso le elezioni, è al governo, è nella stanza dei bottoni coi suoi fedelissimi pur avendo perso milioni di voti rispetto alle elezioni precedenti. E’ al governo nonostante tutti i guai giudiziari che stanno mettendo a dura prova la sua resistenza.
Ed è solo continuando a sostenere questo governo anomalo che Berlusconi può escogitare qualcosa per difendersi da chi lo vuole fuori dai giochi politici.
E se invece Berlusconi, confortato anche da certi sondaggi (che danno il suo Pdl avanti di quattro punti rispetto al Pd) decidesse di staccare la spina a Letta e andare a nuove elezioni cosa potrebbe succedere?
Per il Cavaliere, secondo noi, potrebbe profilarsi un vero e proprio disastro. Sì perché il Pd, in caso di nuove elezioni, non potrebbe davvero fare a meno di mettere in campo il rampantissimo (e stimato sia a sinistra che al centro che a destra) Matteo Renzi. E allora se a presentarsi come candidato premier fosse il sindaco di Firenze, il giovane rottamatore, il giovane innovatore, il futuro della politica italiana, forse non ce ne sarebbe davvero per nessuno. Tanto meno per Berlusconi.
Ve lo immaginate uno scontro elettorale Berlusconi-Renzi? Come il Milan a Barcellona. 1 X o 2? Io giocherei il 2 fisso. E come me milioni di italiani che non aspettano altro che il momento di mandare definitivamente in pensione (alle Bahamas, a Santo Domingo, ad Hammamet?) l’anziano e logorato Cavaliere di Arcore.

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