L'Italia sulla luna

“Io non mollo”. Forse sarebbe meglio se Berlusconi non desse retta a falchi e serpenti del Pdl

“Io resisto! Non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò fino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio”.
Davvero drammatico questo messaggio di Berlusconi affidato poche ore fa a Facebook. Perché da una parte il leader del Pdl dà l’impressione a tutti di sentirsi braccato, accerchiato, vicino alla cattura e invita i suoi a continuare la battaglia. Dall’altra, quando dice “prepariamoci al meglio” dà l’impressione davvero di non rendersi conto della situazione giudiziaria in cui si è cacciato. Una situazione, vista la recente sentenza della Cassazione, che lo potrebbe portare nel giro di poco tempo agli arresti domiciliari o all’affido ai servizi sociali e all’incandidabilità per vari anni. Troppi per uno già vicino agli ottanta.
Una situazione davvero intricata quella in cui è andato a finire il Cavaliere. Perché ha un bel dire che non si farà da parte ma sarà di certo la giustizia che gli farà fare qualche passo indietro.
Capisco anche che il Cavaliere in questo momento possa essere parecchio confuso ma non fa certo né il bene suo né quello degli italiani a voler continuare la battaglia con questi toni. Toni che sembrano non tenere in nessun conto una sentenza per frode fiscale passata in giudicato.
Fra pochi giorni quando si riunirà il Senato conosceremo la probabile sorte del signore che ha condizionato gli ultimi venti anni di vita degli italiani con risultati non certo brillanti, se è vero (come è vero) che per evitare la bancarotta dell’Italia, fu costretto a dimettersi da presidente del consiglio e lasciare via libera al governo Monti.
Il Cavaliere dovrebbe prendere atto di tutto questo e lasciare che la Storia faccia il suo lavoro.
E del resto in questo momento cosa potrebbe fare il Cavalier Berlusconi? Rimettere in discussione tutti gli equilibri politici che stanno su con gli stecchini, far cadere il governo di larghe intese e far riprecipitare l’Italia in un clima di instabilità e (semi) caos? Quella sarebbe davvero la sua fine senza gloria.
Speriamo che il Cavaliere in questi giorni abbia accanto a sé gente che lo consiglia per il meglio, gente equilibrata che lo sappia condurre con serenità fuori dal tunnel in cui si è cacciato. Gente che lo consigli senza alcun interesse personale. Gente che gli faccia capire che in questo momento falchi e pitonesse del Pdl con tutte le loro esternazioni e le loro invettive non stanno lavorando né per il bene suo (di Berlusconi) né per quello degli italiani. Una cosa a cui il Cavaliere sostiene di tenere tanto ancora.
Nel giorni scorsi tutti scrivevano che il Cavaliere aspettava un segnale (di clemenza) dal Colle. Dovrebbe essere lui ora a dare un segnale a tutti gli italiani, senza usare termini come “Io non mollo” (ricordate il lugubre “boia chi molla?), “andate avanti con coraggio”, “prepariamoci al meglio”…
Termini ispirati forse da qualche aggressivo pennuto o da qualche strisciante serpente che si annida all’interno del centrodestra e dai quali Berlusconi dovrebbe prendere le distanze.
E poi, per finire, chissà qual è il “meglio” a cui si deve preparare il Cavaliere…

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