L'Italia sulla luna

Concordia, finalmente orgogliosi di essere italiani

Martedì 17 settembre 2013: è il giorno dell’orgoglio italiano. L’orgoglio di milioni di persone che sono alle spalle di quel geniale manipolo di ingegneri e progettisti che sono riusciti a raddrizzare la Concordia, la nave stramazzata più di un anno e mezzo fa sugli scogli dell’isola del Giglio. Quel geniale manipolo di ingegneri italiani, condotti dal capo della protezione civile Franco Gabrielli alla grande impresa, mai provata fino ad oggi in nessuna parte del mondo, è riuscito almeno per alcune ore (e si spera per tanti giorni a venire) a ridare il sorriso a milioni di italiani, a farli, a farci sentire di nuovo fieri di essere italiani. Ce n’era davvero bisogno perché erano anni che non si provava una soddisfazione del genere, erano anni che all’estero non guardavano a noi con occhi pieni di ammirazione.
Raddrizzare la Concordia, portata sugli scogli da una serie di errori umani costati trentadue morti e un’indignazione mondiale contro gli sprovveduti artefici della tragedia, è stata quasi come il primo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il progetto era stato studiato nei minimi particolari ma nessuno poteva sapere con certezza come sarebbe andata a finire. Nessuno avrebbe potuto scommettere su come avrebbe reagito la struttura, nessuno avrebbe potuto scommettere sul successo dell’impresa. E invece l’impresa è riuscita in pieno davanti alle telecamere di tutto il mondo.
Questo magnifico giorno dell’orgoglio nazionale secondo me ha inciso anche sul rinvio del videomessaggio preparato da Berlusconi in previsione del voto di domani della giunta del Senato sulla sua decadenza da senatore, dopo la condanna per frode fiscale.
Tutti lì oggi a chiedersi il perché del rinvio a domani delle videoregistrate intenzioni del Cavaliere: chi a dire che doveva mettere a punto ancora qualcosa e chi a sostenere che domani nell’immediata vigilia del voto il messaggio avrebbe avuto più forza.
Ma secondo me è andata diversamente. Berlusconi, da navigato uomo dei media, si è reso perfettamente conto che il suo videomessaggio oggi sarebbe stato completamente oscurato dalle vicende legate alla Concordia e dal giubilo per il successo italiano. Ha capito perfettamente che il suo intervento oggi in tv, sul web e domani sulle prime pagine dei giornali avrebbe avuto un minimo risalto rispetto al glorioso Gabrielli e altrettanto gloriosi ingegneri e tecnici ricevuti giustamente dal premier Letta. E così deve aver deciso, forse a malincuore, di rinviare a domani l’esposizione delle sue ragioni e le sue intenzioni prossime venture.
Ce ne facciamo tranquillamente una ragione. In queste ore da italiani di buona volontà godiamoci questa giornata particolare che resterà nella storia. Godiamoci questi bellissimi momenti e congratuliamoci a cuore aperto con chi ha riportato il nome dell’Italia in alto nel mondo. Solo domani torneremo alle umane miserie politiche.
Una cosa comunque è certa: che d’ora in poi all’estero qualcuno ci saluterà ancora come quelli del bunga bunga o come poveri sudditi della repubblica delle banane. Ma tantissimi, milioni, quando incroceranno le nostre strade si renderanno conto di avere a che fare con gente capace di qualsiasi impresa, anche quella che può sembrare impossibile.

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