E allora andiamo a vedere quanto coraggio ha il premier Letta
Inizia al Senato l’ esame della legge di Stabilità, la legge finanziaria che sembra, al momento, aver scontentato tutti, famiglie, dipendenti a reddito fisso del pubblico impiego e del privato, pensionati, sindacati che minacciano scioperi, industriali, un po’ di politici. Guardiamo cosa succederà e come sarà (minimamente) cambiata.
Enrico Letta, il presidente del Consiglio più indicato (secondo me) per mandare avanti questo innaturale ma necessario governo di larghe intese, per respingere un po’ di critiche al suo operato dice che in certe occasioni bisogna saper dire di no, rivolgendosi (a quanto sembra) a un po’ di ministri che avrebbero voluto di più per i loro dicasteri.
Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, riferendosi alla finanziaria, dice che il governo, cioè che Letta avrebbe dovuto avere più coraggio e che avrebbe dovuto mettere mano con forza alla riduzione della spesa pubblica.
E mi sembra che il presidente Squinzi abbia davvero ragione. Perché, parafrasandolo, è davvero facile mettere mano a nuove tasse che vanno a sostituire quelle vecchie (l’importante è cambiare nome e confondere le menti già confuse di tanti italiani). E’ facile mettere mano agli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione. E’ facile mettere mano a tantissime pensioni che vengono definite d’oro ma che d’oro non sono. E’ altrettanto facile far sembrare una vittoria mettere in busta paga una decina di euro per poi riprendertene in altre forme tanti di più.
Questo è tutto facile. E’ difficilissimo invece intraprendere il percorso per una nuova legge elettorale in modo che i parlamentari vengano scelti dalla gente e non dalle segreterie dei partiti, è difficilissimo proseguire nel cammino dell’abolizione delle inutili e dannosissime Province, è difficilissimo avviare una riforma che porti al dimezzamento del numero dei parlamentari (ne abbiamo più che negli Stati Uniti), difficilissimo ridurre gli stipendi e i benefit degli stessi, è difficilissimo ridurre scorte e auto blu, è difficilissimo, praticamente impossibile, far pagare le tasse a tutti.
Ha ragione il presidente degli industriali Squinzi: occorre più coraggio da parte di Letta. Questo secondo me è un momento cruciale per la carriera del giovane presidente del Consiglio. Con le sue scelte, dopo l’approvazione della legge di Stabilità si spera abbastanza modificata, può davvero dare una decisiva connotazione al suo mandato: entrare nella storia della nostra Repubblica come uno che ha provato a cambiare qualcosa nella nostro disastrato Paese (e noi glielo auguriamo) o entrarci come uno dei tanti ragionieri della intoccabile Casta, come uno dei tanti amministratori di routine dei nostri guai, dei nostri debiti e del nostro scontento.
