Berlusconi espulso dal Senato: il suo modo di entrare nella storia
27 novembre 2013, ore 17,42: Berlusconi viene espulso dal Senato ed entra di diritto nelle pagine meno nobili della politica italiana. Dopo 7166 giorni di frequentazioni parlamentari il Cavaliere non potrà più entrare né a Montecitorio né a Palazzo Madama. E’ la conseguenza della condanna inflittagli dalla Cassazione per frode fiscale, è la conseguenza dell’applicazione nei suoi confronti della legge Severino, è la conseguenza di un voto massiccio dei suoi colleghi senatori.
Davvero una giornata storica per lui e per tanti milioni di italiani. Non c’è molto altro da dire dopo tutto ciò che è stato scritto in questi ultimi vent’anni a proposito di Berlusconi e berlusconismo.
Forza Italia, col suo leader ormai fuori dal parlamento, va all’opposizione.
Il governo Letta retto anche dal Nuovo Centrodestra dell’ex delfino Alfano e di tutti gli altri che non ne potevano più di vedere il loro (ormai ex) leader portato sempre più a fondo da falchi e pitonesse, potrà andare avanti in maniera un po’ più tranquilla. E senza minacce quotidiane né ultimatum potrà dimostrare veramente ciò che vale.
Berlusconi, durante la manifestazione svoltasi in via del Plebiscito in concomitanza col voto al Senato, arringando la piccola folla da un palco immerso in una vaga scenografia da caffè Lavazza (con tanto azzurro paradisiaco sullo sfondo e un po’ di nuvole) ha parlato di giorno di lutto per la democrazia, di sentenza che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini, di un giorno che non dimenticherà per tutta la vita. Ne siamo certi.
Questo giorno però non lo dimenticheranno neppure milioni e milioni di italiani desiderosi solo di voltare pagina una volta per tutte.
