Letta, Alfano, Renzi, quarantenni senza alibi che hanno bisogno di tanti auguri
Passati Natale e Santo Stefano è già tempo di auguri per il prossimo anno. E l’augurio se non più caloroso (quello è riservato a parenti e amici) almeno più interessato non può che essere per quei quarantenni che si sono offerti per guidare il Paese, quei quarantenni, Letta, Alfano e Renzi (premier, vicepremier e segretario del Pd) dai quali dipenderà tanto del nostro umore nel 2014, quello che dovrebbe segnare l’anno della rinascita.
Per loro davvero un interessato augurio tenendo bene a mente le parole pronunciate ad Enrico Letta in occasione della conferenza di fine anno.
Ha detto Letta: “Il 2014 sarà l’anno della svolta, non solo per l’economia ma anche e soprattutto per le riforme istituzionali che saranno complete e compiute, per la legge elettorale”.
Ha detto Letta: “L’Italia di un colpo dal 24 aprile ha recuperato 30 anni nel calendario, il 2013 è l’anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana”.
Ha ricordato Letta che per anni l’Italia si è affidata come gruppi dirigenti a generazioni di sessantenni e settantenni, ed ha tenuto a sottolineare che oggi la generazione dei quarantenni viene messa alla prova e non può fallire. Concludendo con un bellissimo: “Non abbiamo alibi”.
Qualcuno dirà: ma questa è roba vecchia, sarà una settimana che il premier Letta ha detto queste cose. Ed è vero. Ma le ho proprio volute ricordare queste cose, in primis a quei tre quarantenni, perché in questa settimana sono accaduti tanti di quegli incidenti di percorso politico da lasciare sgomenti.
Mi sto riferendo ovviamente all’assalto alla diligenza della legge di stabilità portato avanti in parlamento indistintamente da gente di destra e di sinistra. Gente che ha veramente mostrato in senso negativo cosa significhi un governo di larghe intese, come destra e sinistra si possano trovare unite nelle furbate. Gente prima di tutto desiderosa di compiacere, con vergognosi emendamenti fatti passare sottobanco, potenti lobby a loro molto care (e chissà perché).
Gente che tirava a favorire i concessionari delle spiagge, gente che tirava a favorire i gestori del gioco d’azzardo, gente che tirava a favorire palazzinari romani che affittano ville e appartamenti a colpi di milioni di euro alla volta alla Camera e al Senato.
Questi i casi più eclatanti, senza scendere poi nel particolare di senatorucoli o deputati piccoli piccoli che cercavano di raccogliere un po’ di briciole (ma sempre nell’ordine di milioni di euro) per i loro collegi.
Uno spettacolo indegno e indecoroso che, per rimettere a posto le cose, ha costretto ad intervenire perfino il presidente della Repubblica Napolitano.
No, diciamo la verità, non è stato davvero un bel debutto per questa generazione di quarantenni senza alibi. Fra tutti e tre, Letta, Alfano e Renzi, ci hanno fatto davvero una figuraccia: messi nel sacco da un manipolo di maneggioni sia di destra che di sinistra pronti a fregarsene di capi, capetti, ideali e grandi speranze per il loro vomitevole tornaconto. Speriamo di non dover assistere più a questo spettacolo.
Ecco perché ho voluto ricordare le parole di Letta anche se un po’ datate. Ecco perché penso che questa generazione di quarantenni senza alibi, abbia bisogno di tanti calorosi auguri per il prossimo anno. Perché il loro cammino non sarà davvero facile, perché dovranno fare attenzione soprattutto ai cosiddetti amici, perché dovranno prendere le distanze da tanti dei loro che vorranno continuare a fare come più gli aggrada e più gli interessa.
Quei tre quarantenni al comando dovranno davvero circondarsi di persone assolutamente fidate, aprire gli occhi, vegliare, controllare, esaminare, prestare la massima attenzione a tutto ciò che in parlamento sarà da approvare o da respingere al mittente.
Letta, Alfano e Renzi una figuraccia l’hanno già fatta. Non se ne possono permettere tante altre. Anche perché non avrebbero alibi.
