L'Italia sulla luna

“Fassina chi” s’arrabbia e manda oscuri avvertimenti

E allora sembra proprio che si sia arrivati al mitico “segue dibattito”, slogan tanto caro alla sinistra di un tempo che fu e protagonista assoluto di tante serate alle case del popolo. Sì perché “Fassina chi”’, a poche ore dalla decisione di dimettersi dal viceministro all’economia dopo aver incassato la battuta di Renzi (“Fassina chi?”) è uscito dal torpore ed ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere” per sparare violente bordate contro il neosegretario del Pd.
Fra le cose più velenose che dice Fassina c’è questa: “Io spero che queste dimissioni possano essere di qualche utilità. Al segretario del Partito democratico prima di tutti affinché impari ad avere rispetto per tutti i componenti del partito, soprattutto per chi ha idee diverse dalle sue. Ma spero che possano essere utili a tutti a ricordare che il rispetto reciproco è il prerequisito fondamentale per stare insieme”.
Ad una prima lettura della dichiarazione si capisce subito che Fassina (uno che forse da piccolo per la Befana ha avuto in regalo la scatola del “Piccolo D’Alema” che l’ha segnato profondamente) si è totalmente dimenticato di tutti gli insulti con cui ha ricoperto Renzi (basta andare a cercarseli su Internet) nell’ultimo anno di campagna elettorale per le primarie e tutte le volte che il sindaco di Firenze esponeva pubblicamente una sua idea.
Ma la cosa più inquietante è sul finale della risposta quando parla del “prerequisito fondamentale per stare insieme”. Come se Fassina (o chi per lui) mandasse un avvertimento a Renzi: occhio alle battute perché una bella fetta del Pd (ad esempio i dalemiani, tanto per non fare nomi) potrebbe anche andare a camminare su altre strade diverse dalla tua.
Insomma, siamo davvero al “segue dibattito”, perché penso che certamente le parole espresse da Fassina avranno uno strascico.
E quindi, pensiamo, sarà un dibattitto parecchio articolato, perché il “Fassina chi” si è parecchio innervosito per quella battuta del segretario Renzi.
E allora Renzi, in futuro, si dovrà dare una regolata o potrà continuare impunemente a lasciarsi andare a qualche battuta nei confronti dei suoi compagni di viaggio? Ad esempio potrà dire o non potrà dire “Massimo chi?”, e potrà o non potrà interrogarsi su “Rosy chi?”, potrà o non potrà approfondire le sue nozioni su “Anna chi?” e potrà porsi dei dubbi su “Susanna chi?”, tutta gente che ha dato una bella mano a portare l’Italia al punto in cui si trova.
Noi speriamo di sì. Speriamo che Renzi possa continuare, a forza di interrogativi, a tentare di rinnovare la società e a ridare una speranza a milioni di italiani delusi dal vecchio apparato politico.
Ma speriamo anche che non siano questi nelle prossime ore e nei prossimi giorni i grandi quesiti che animeranno il dibattito politico italiano. Al centro dell’attenzione di tutti, da Letta ad Alfano a Renzi devono essere lo spread, il debito pubblico, le ricette per una possibile ripresa, le vergognose angosce che il governo riserva ai suoi amministrati per fargli pagare tasse indirette e dirette. All’attenzione di tutti deve esserci il problema dei milioni di giovani disoccupati, deve esserci il problema degli esodati creati da quella ministra così “choosy” (ricordate?) e incapace di fare calcoli giusti, devono essere i pensionati costretti a fare i salti mortali per sopravvivere, devono esserci gli evasori fiscali che continuano bellamente a prendere in giro gli altri italiani, devono esserci i migranti che continuano incessantemente ad arrivare da noi e per i quali non c’è una politica europea di accoglienza.
Ecco devono essere questi i grandi temi al centro del “segue dibattito” non le puntigliose precisazioni di chi si arrabbia per un punto interrogativo.
Mentre tutti tenteranno di dare risposte sensate ai problemi sul tappeto, mandiamo un augurio di pronta guarigione a Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd colpito da malore, persona per bene.

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