L'Italia sulla luna

E’ cominciato il conto alla rovescia per gli sfascistelli a cinque stelle

E’ davvero imbarazzante assistere all’escalation di violenza non solo verbale messa in atto da un po’ di tempo dai parlamentari grillini. Che nelle ultime ore hanno dato veramente il peggio di sé. Insultando il capo dello Stato con un aggettivo (“boia”) generalmente riservato ai criminali di guerra macchiatisi di massacri e genocidi, impedendo con tecniche di ostruzionismo, urla e berci vari il regolare svolgimento dei lavori alla Camera, occupando a forza i posti riservati al governo, cercando di bloccare in tutte le maniere lo svolgimento dei lavori delle commissioni con vari tentativi di occupazione delle sedi, offendendo in maniera sessista delle deputate del Pd colpevoli solo di essere donne ed essere state elette né più né meno come sono stati eletti loro.
Uno spettacolo squallido riproposto senza fine da tutti i telegiornali di tutte le reti. Uno spettacolo vergognoso che sta facendo il giro del mondo.
Un amico che abita a New York, dopo aver visto quelle immagini riprese in Parlamento, mi ha scritto una mail per chiedermi che cosa stesse succedendo in Italia, se c’erano scontri anche per le strade, se poteva pensare di poter venire in vacanza in Italia senza pericoli. Quegli insulsi comportamenti portano anche a questo.
Gli ho detto di non preoccuparsi, che in Italia siamo ormai abituati a fatti di quel genere, che anche in questo caso c’è un gruppo esagitato di parlamentari che non vuole rispettare le regole democratiche. Che c’è un gruppo di sfascistelli che cerca di ottenere con la forza ciò che non hanno ottenuto coi voti.
Perché certo, alle elezioni svoltesi nel febbraio scorso il Movimento 5 Stelle ha fatto un bel risultato arrivando ad ottenere alla Camera il 25 per cento dei voti.
Un bel risultato, anzi ottimo per Grillo e i suoi. Ma è anche un risultato che indica chiaramente che il restante 75 per cento degli elettori, di Grillo e dei suoi non ne vuol proprio sapere.
Ed è di questo che i parlamentari grillini, che in queste ore stanno trattando la Camera come se fosse un saloon del Far West, dovrebbero farsi una ragione. Sono la minoranza, ripetiamo sono la minoranza. E non è certo pensabile che una minoranza di sfascisti possa sostituirsi con le proteste, con le invettive e con gli scontri anche fisici ad una democratica maggioranza.
I grillini esagitati, gli sfascistelli con le stelle, devono farsi una ragione di tutto questo e darsi una calmata.
Già, darsi una calmata. Ma immaginiamo che non sarà davvero facile per i grillini addivenire a più miti consigli.
Perché l’inasprimento dei loro comportamenti sta avvenendo di pari passo con la percezione di aver perso il treno della svolta. L’hanno perso quando un anno fa non hanno voluto fare accordi col Pd (allora guidato da Bersani) per tentare di cambiare l’Italia dall’interno del sistema. L’hanno perso durante questi mesi non volendo ascoltare nessuna proposta di collaborazione, l’hanno perso chiudendosi nella loro torre in attesa, a loro dire, di un 51 per cento di voti (che speriamo non arrivi mai diciamo noi) per plasmare il Paese a loro immagine e somiglianza.
E infine l’hanno perso quando hanno sdegnosamente rifiutato anche la proposta avanzata dal nuovo segretario del Pd Renzi di partecipare alla consultazione per la nuova legge elettorale. Hanno rifiutato tutto questo e ora non possono davvero pensare di imporre la loro volontà alla maggioranza con la forza.
Hanno finalmente realizzato, i grillini, che con l’arrivo in aula alla Camera della nuova elegge elettorale messa a punto da Renzi, da Berlusconi, da Alfano, da Scelta Civica e da altri simpatizzanti per loro è cominciato il conto alla rovescia. Stanno rendendosi conto molti deputati a cinque stelle che alla prossima tornata elettorale potrebbero tornare a fare il lavoro che facevano prima. Prima di approdare ai fasti di Roma e del Parlamento. E la Camera per molti di loro tornerà ad essere solo la camera da letto di un appartamento. E’ per questo che ora strillano tanto.

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