L'Italia sulla luna

Subito al governo? No, Renzi non ha la campanellina al naso

Ancora una volta il segretario Renzi, parlando poco ore fa alla direzione del Pd, ha ribadito chiaro e tondo il suo rapporto con Letta e con il governo che presiede: ”Se Letta ritiene che ci siano delle modifiche da apporre affronti il problema nelle sedi istituzionali e giochiamo a carte scoperte. Il giudizio sul governo, sulla composizione del governo, sui ministri, spetta al presidente del Consiglio”.
Guardiamo ora se sui media usciranno ancora gli amichevoli e pressanti inviti da parte di qualcuno perché Renzi si decida una volta per tutte a entrare a Palazzo Chigi dopo essersi fatto fuori l’amico Enrico. Inviti amichevoli e pressanti rivolti a Renzi da varie parti. Rappresentanti di Scelta Civica, del Nuovo Centro Destra e della minoranza del Pd avrebbero infatti chiesto al premier Letta di fare un passo indietro a favore di Renzi per un nuovo governo con cui andare più spediti verso la fine della legislatura.
Devo dire la verità, gli amichevoli inviti a Renzi ad impegnarsi in prima persona nel governo e gli altrettanti amichevoli inviti a Letta per il proverbiale passo indietro, non solo mi hanno fatto rabbrividire ma mi hanno anche messo di buonumore. Roba da riderci sopra.
Come si può pensare infatti che Letta decida di punto in bianco di sottrarsi alla responsabilità affidatagli da Napolitano (sottolineata e ribadita dal Presidente anche nella serata di mercoledì)?
Ma soprattutto come si può pensare che Renzi (che dopo l’accordo con Berlusconi sta portando avanti la sua battaglia per un rinnovamento totale della repubblica italiana) voglia imbarcarsi ora in un’avventura governativa che più procellosa non potrebbe essere?
Procellosa non solo per tutto ciò che il governo Letta secondo il progetto di Renzi deve portare avanti (nuova legge elettorale, modifica sostanziale del Senato, modifica del titolo V della Costituzione, abolizione delle Province, taglio drastico del numero dei parlamentari) ma anche in vista dell’impegno dell’Italia per la guida del semestre europeo e per quella scommessa che si profila all’orizzonte che sono le elezioni europee.
Ora vi immaginate Renzi alle prese nello stesso tempo con tutti i problemi che ha un premier, coi problemi che ha un segretario del Pd, coi problemi che ha un sindaco di una grande città e piuttosto famosa nel mondo, coi problemi di tutte le riforme da far arrivare in porto, coi problemi legati all’Europa e alle elezioni europee? Via non scherziamo. Va bene che Renzi è per il “fare”, ma se si dovesse trovare nelle condizioni che abbiamo elencato sopra potrebbe rischiare di diventare lui stesso uno strafatto.
E allora, perché un giorno sì e l’altro pure in tanti e di varie provenienze insistono perché Renzi assuma la direzione del governo? Perché secondo me quegli amichevoli e pressanti inviti non sono che un trappolone per confinare Renzi in una palude politica da cui difficilmente potrebbe uscire, una palude che gli impedirebbe, con la soddisfazione di tanti, di fare tutto ciò che il segretario del Pd ha in mente. No, quelli che vogliono Renzi ora (o fra poco) a Palazzo Chigi non sono amici, è gente che lo vuole fregare. Ma per fortuna Renzi non ha, come si diceva una volta, la campanellina al naso.

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