L'Italia sulla luna

La politica in provincia: Viareggio, Comune nel caos, Pd in fibrillazione. Commissione d’inchiesta sui poteri forti

A Viareggio sette mesi di governo del Pd (con Sel, Federazione della Sinistra e lista civica “Viva Viareggio Viva”) hanno prodotto quasi certamente un record difficilmente ripetibile in altre parti d’Italia: su sette assessori, uno si è dimesso per contrasti col proprio partito di appartenenza (Fds) tre (e fra questi il vicesindaco) sono stati dimissionati dal sindaco Betti (Pd), un altro assessore, quello importantissimo addetto al bilancio (sempre del Pd) ha dato le dimissioni dopo che il sindaco aveva deciso di commissariarlo con due tutori. Col risultato che il Comune è nel caos, la città continua ad essere inguardabile e invivibile, il sindaco ha avviato un rimpasto (quella parolina che fa venire le bolle a Matteo Renzi) ma è parecchio in difficoltà perché alcuni della coalizione non ci stanno.
Ma quello che è più clamoroso è che i tre assessori dimissionati hanno fatto una conferenza stampa in cui hanno denunciato di essere stati fatti fuori perché impediti a svolgere il loro lavoro (teso a vedere chiaro in certe spinose questioni cittadine) da numerosi poteri forti interni ed esterni all’amministrazione comunale. Un atto d’accusa che ha fatto parecchio scalpore e sul quale sembra che stia puntando l’attenzione anche la magistratura. Il sindaco ha tentato e tenta di difendersi, l’opposizione è scatenata. E tutti a chiedersi chi sono e dove si annidano i poteri forti che impediscono ai politici di svolgere il loro lavoro nell’interesse dei cittadini.
Proprio oggi inoltre su iniziativa dell’opposizione (le liste civiche “Movimento dei cittadini”, “Viareggio tornerà bellissima”, M5S, Forza Italia) sono state gettate le basi con tanto di firme per l’istituzione di una commissione comunale di inchiesta. La commissione si propone ovviamente di andare a identificare e stanare i poteri forti enunciati dagli assessori dimissionati e illuminare tanti lati oscuri della vita amministrativa viareggina che ha portato allo spappolamento della giunta. Dopo varie discussioni, tentennamenti e limature il documento presentato dalla minoranza è stato sottoscritto anche dal sindaco Betti e dai consiglieri della maggioranza. L’istituzione della commissione di inchiesta dovrà essere formalizzata ora nel corso del prossimo consiglio comunale.
Come potete capire l’agitazione in città è tanta anche perché ad essere delusi dai risultati finora conseguiti da questa giunta (praticamente zero) sono soprattutto quegli elettori che nel giugno scorso, dopo estenuanti primarie della sinistra, avevano riposto la loro fiducia in un sindaco giovane e (almeno all’apparenza) voglioso di fare, di dare una svolta per la rinascita della città, dopo tanti anni di malgoverno di centrosinistra e (l’ultimo in ordine di tempo) di centrodestra.
Scelte sbagliate, scelte affrettate e ritirate, incertezze e mancanza di coraggio e di determinazione da parte del primo cittadino hanno portato alla situazione di oggi.
Una situazione davvero imbarazzante e per la città che continua ad andare avanti nella sua forse irreversibile agonia, e anche, dal punto di vista politico, per il Pd che davanti all’operato di questo sindaco, pare si stia frantumando. C’è chi ancora sostiene il sindaco Betti per il timore in caso di nuove elezioni di riconsegnare la città alla Destra, e c’è invece chi sostiene che prima Betti dà le dimissioni meglio è per tutti. A cominciare dal partito democratico.
Di tutto questo dibattito che avviene in una città ben presente nell’immaginario collettivo (spiagge, vacanze, dolce vita, divertimento con lo storico ed emozionante Carnevale che proprio domenica prossima prende il via col primo corso dei carri) si stanno occupando ovviamente tutti i media locali, giornali, televisioni, siti on line. Un oceano di parole e immagini da far paura. L’unico, a cui sembra non interessare la vicenda, è il TgR che a quello che sta succedendo a Viareggio in un’edizione notturna ha dedicato un servizio di una (sottolineo una) riga. Poi (salvo errori o distrazioni da parte nostra) più niente. Perché? E chi lo sa. Forse perché il telegiornale regionale della Rai da un po’ di tempo è troppo impegnato nel raccontare quotidianamente le gloriose imprese del governatore della Regione Rossi in pellegrinaggio in varie città della Toscana. Meglio non far sapere che a Viareggio c’è un Pd in fibrillazione. E lo chiamano servizio pubblico.

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