L'Italia sulla luna

La politica in provincia: anche a Viareggio va in scena la spinta al suicidio del Pd

L’insopprimibile spinta al suicidio del Pd è una frase che mi torna in mente tutte le volte che assisto a qualche sfacelo dei democratici. La frase di grandissimo effetto (e piena di verità) svelata all’inclito pubblico qualche mese fa da Romano Prodi (prima dell’arrivo sulla grande ribalta nazionale di Matteo Renzi) mi sembra che si attagli perfettamente a quello che sta succedendo da un po’ di tempo a questa parte a Viareggio, una volta “Perla del Tirreno”, oggi solo una cittadina in gravissima crisi, sporca e indecorosa, senz’anima e senza cuore.
Il sindaco Pd, tal Leonardo Betti, eletto nel giugno dell’anno scorso a capo di una giunta formata da Pd, Sel, Federazione della sinistra e una lista civica denominata “Viva Viareggio Viva”, in otto mesi, a fronte di decine e decine di promesse per riportare la città ad un livello minimo di decoro dal momento che dovrebbe attrarre turisti, è stato capace solo di varare un’ordinanza per la rimozione di biciclette arrugginite e abbandonate da tempo in rastrelliere varie o nelle pinete.
Per il resto (e della vicenda si sono occupati anche alcuni giornali nelle cronache nazionali) il sindaco è stato capace nell’ordine: di cacciare tre assessori (fra questi anche la vicesindaco) di assistere alle dimissioni volontarie di altri due assessori e (sorprendente svolta di pochi giorni fa) di farsi togliere il sostegno alla giunta dai due componenti di Sel.
Inutile dire che la maggioranza in consiglio comunale è a grandissimo rischio, anche perché all’interno dello stesso Pd, in consiglio comunale, ci sono delle posizioni parecchio distanti da quelle del “Re Tentenna”(così definito dall’inviato Stefano Cecchi de “La Nazione”) e che potrebbero sfociare anche in qualche clamoroso dissenso.
Insomma, la città è sempre più in crisi, il sindaco sembra incapace di qualsiasi progettualità, l’opposizione ha chiesto più volte le sue dimissioni, tantissimi cittadini sono imbufaliti.
Allora, secondo voi, difronte a questa situazione un partito vero come il Pd potrebbe o non potrebbe intervenire per dare una mano ad un primo cittadino e una giunta così in difficoltà? Oppure (meglio ancora) potrebbe o non potrebbe invitare il sindaco a fare il famoso passo indietro?
Niente di tutto questo. Il Pd regionale, a quanto si sa, avrebbe intenzione di continuare a tenere su con gli stecchini il sindaco e la sua traballante giunta per paura di dover andare a nuove elezioni e riconsegnare la città in mano al centrodestra (come successo dal 2008 al 2012). Una scelta davvero bizzarra quella dei vertici democratici che forse si sono dimenticati che fra tre mesi ci saranno le elezioni europee e che a Viareggio il Pd, se continua a dare le dimostrazioni che dà, potrebbe anche andare incontro ad un clamoroso flop. Chissà quanto potrebbe far piacere al segretario del partito nonché presidente del Consiglio Renzi.
Per lunedì pomeriggio il sindaco Betti ha indetto a sorpresa una riunione pubblica per spiegare alla cittadinanza ciò che ha fatto in questi otto mesi (?) e tentare di recuperare un po’ di credibilità. Ha detto anche (bontà sua) che risponderà alle domande dei cittadini.
Penso che il tutto si risolverà in un nuovo atto di quella tragica propensione al suicidio del Pd.

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