L'Italia sulla luna

Renzi deve salvare la grande bellezza di Pompei

E’ certo che un Premier ha mille cose a cui pensare: dal Pil allo Spread, dalla crisi in cui siamo ancora dentro a come uscirne prima possibile, dalla disoccupazione ai tentativi di creare nuovi posti di lavoro, dai larghi accordi agli accordicchi, dalle cose più grandi come l’Italicum a quelle più infime, comprese le guerricciole combattute all’interno del suo stesso partito.
In tutto questo bailamme vorrei invitare Matteo Renzi, che porta con sé le speranze di rinascita di milioni di italiani, a impegnarsi a fondo per salvaguardare una delle grandi bellezze (tra le più grandi) di questo Paese: che non è il film di Sorrentino, splendido splendente nella notte di un Oscar dove ha meritatamente vinto una statuetta che non può che inorgoglire.
Parlo di un’altra grande bellezza, una bellezza che dal 79 d. C, da quando fu sommersa da ceneri, pomici e zampilli, giace maestosa nel suo silenzio, a pochi chilometri da Napoli: Pompei, una delle meraviglie del mondo. Una città intera sepolta dall’eruzione del Vesuvio, da duemila anni rimasta intatta nel suo tragico destino, visitata da milioni di turisti.
Negli anni è stata sfregiata e depredata, da tempo, nonostante tanti mega progetti, impegni sontuosi, milioni di euro stanziati, è come abbandonata a se stessa, come se fosse un coccio di un’anfora qualsiasi.
E così non passa anno, non passa mese che non si debba assistere per l’inclemenza del tempo ben coadiuvata dalla devastante inclemenza dell’incuria, a qualche danno: un crollo oggi, una crollo domani, un muro che viene giù, una domus irrimediabilmente danneggiata, e via di questo passo. Il grande Gian Antonio Stella sul “Corriere” ne fa una storia particolareggiata e drammatica.
Una storia fatta anche di ministri che accorrono, di costernazione, di impegni, di soldi stanziati, di appalti che non vengono fatti, di troppa burocrazia, di troppi direttori, di troppi sovrintendenti, di troppa gente che vuol mettere bocca e non combina niente.
Bene, questo per il Premier “del fare” (insieme al suo ministro per la cultura Franceschini), è il momento di dimostrare cosa voglia significare il nuovo corso che lui vuol dare alla politica, questo è il momento di dimostrare che, se si vuole, ci si può fare a vincere cause date quasi per perdute.
Ho letto che in via d’urgenza sono già stati stanziati due milioni di euro per i primi interventi: un’inezia, anche se a quanto sembra, nel tempo, sono già stati stanziati tanti altri milioni rimasti poi inutilizzati.
E allora questa è davvero l’ora di svegliarsi, di far vedere di cosa può essere capace un governo che ha l’obiettivo di cambiare verso: bisogna investire, spendere, far partire i lavori, controllare come vengono spesi i soldi, mettere da una parte troppi burocrati e troppi sovrintendenti, commissariare tutto e tutti. Mandarci l’esercito se necessario. Perché aspettare ancora ad intervenire drasticamente sarebbe solo un atto criminale compiuto davanti al mondo intero.
La grande bellezza di Pompei va assolutamente tutelata in ogni maniera. Spero che Renzi e i suoi ministri vogliano assumersi questo grandissimo impegno.

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