L'Italia sulla luna

2014 odissea nel Pd: riuscirà Renzi a impedire il suicidio di massa dei democratici?

Speravo che gli animi all’interno del Pd, dopo l’approvazione dell’ Italicum alla Camera e dopo l’annuncio del primo provvedimento “della svolta” annunciato dal premier Renzi (più soldi in busta paga per dieci milioni di italiani, taglio dell’Irap, aumento del prelievo sugli interessi finanziari) potessero un po’ rasserenarsi. Invece no, la guerra continua.

Ieri infatti, praticamente in concomitanza con la prima conferenza stampa da premier, il consiglio regionale della Toscana, terra d’origine del fiorentino Renzi, ha bocciato a sorpresa la nuova legge elettorale votando un emendamento di un consigliere lettiano che chiedeva il ritorno alle preferenze e spaccando a metà il Partito Democratico, diviso fra pro e contro l’Italicum promosso alla Camera.

Davvero una cosa penosa in un momento in cui tutti dovrebbero spingere verso un vero cambiamento della società italiana dopo anni e anni di immobilismo e menefreghismo.

Macché, sembra proprio che all’interno del Pd non vogliano darsi pace per la vittoria di Renzi alle primarie su cuperliani e civatiani e conseguente nomina a segretario. E per la nomina nel giro di poche settimane a presidente del consiglio. Non si danno pace. Non si vogliono dare pace.

Già nel corso del dibattito alla Camera sulla nuova legge elettorale c’era da rimanere allibiti. Gli interventi di Civati, di Fassina, di Rosy Bindi sembravano provenire da forze di opposizione e non da membri dello stesso partito del Premier diventato segretario in seguito a democratiche primarie.

Tutti interventi tesi a distruggere non a dare una mano a chi in questo momento è stato incaricato di mandare avanti la barca italiana. Altro che democratico dibattito interno, altro che minoranza, quelli tiravano a fare male.

Ed è stato davvero triste assistere al fatto che a questo coro di rumorosi dissidenti abbia dato ancora più peso l’ex segretario Bersani (persona che ho sempre considerato degnissima, al quale va tutta la solidarietà anche per il grave malore dal quale è riuscito a tirarsi fuori nella maniera migliore)  sostenendo che la legge elettorale andrà cambiata in Senato e che Renzi dovrà farsene una ragione. Già, al Senato dove si svolgerà presto il ritorno della prima partita svoltasi alla Camera e dove quelli che non sopportano Renzi tenteranno una (si spera impossibile) “remuntada”.

Renzi, che è giovane ma parecchio scafato, subito dopo il voto alla Camera che ha dato il via libera all’Italicum, ha detto: “Mi volevano fregare, ma non ci sono riusciti”.

Parole sincere e allo stesso tempo drammatiche: sì, perché quelli che lo vogliono fregare sono, come lui ben sa, tutti nel suo partito, gente a cui non frega nulla né delle primarie, né della leadership, né dell’interesse dell’Italia. Gente che vive solo per “aprire un dibattito” e che spera solo di poter continuare a perdere ogni elezione. Perché perdere è bello e su qualche compagna / compagno l’aria da sfigati può sempre fare una certa impressione. Gente che, per combattere Renzi, forse potrebbe votarsi anche ad un clamoroso suicidio di massa.  

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