L'Italia sulla luna

Ora il premier Renzi deve mandare a casa il supermanager delle ferrovie Moretti

Alla fine davanti al perentorio “Capirà” pronunciato dal premier Renzi, a Mauro Moretti non è rimasto altro da fare che dire “Di Renzi mi fido”.

Conclusione apparente (mi auguro) di una vicenda cominciata stamani di buon’ora quando l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, davanti alla prospettiva che il governo Renzi, nel segno del risparmio, possa tagliare gli stipendi dei supermanager pubblici è sbottato in un infausto: “Se mi tagliano lo stipendio me ne vado all’estero”.

Ora dovete sapere che l’ingegner Mauro Moretti guadagna a suo dire 850.000 euro l’anno, anche se per la verità in un articolo del febbraio 2012, il grande Sergio Rizzo del “Corriere” scriveva che Mauro Moretti già nel 2008 riusciva a portare a casa ogni anno 871.000 euro. Che in questi anni il povero Moretti abbia già subito qualche umiliante decurtazione? Chissà, misteri dei numeri e degli stipendi dei supermanager di Stato.

Tagli o non tagli, fatto sta che con quella avventata dichiarazione l’ingegnere di Rimini, che nella sua vita è stato perfino sindacalista della Cgil (di cui ha scalato tutte le posizioni fino a diventare segretario nazionale del settore Trasporti) si è tirato addosso le invettive di migliaia di frequentatori del web. La cosa più simpatica e riferibile era cosa aspettava ad andare all’estero, che tutti se ne sarebbero fatti una ragione.

Evidentemente però, di fronte all’uscita di quel manager che dipende dallo Stato, non deve esserci rimasto bene neppure Matteo Renzi, impegnato in un faticosissimo tour europeo per spiegare a tutti la validità dei suoi provvedimenti per rianimare un’Italia sempre più asfittica. Non deve essere stato simpatico per Renzi sentirsi mettere in difficoltà da un proprio dipendente, al quale a quanto pare poche settimane fa era stato addirittura offerto un posto da ministro.

E’ davvero incredibile che un supermanager come Moretti debba risentirsi in quella maniera scomposta davanti ad un eventuale ridimensionamento del suo faraonico stipendio. E’ davvero incredibile che a risentirsi possa essere uno che guadagna quasi duemilacinquecento euro al giorno (comprese domeniche e festivi). E’ davvero incredibile che un supermanager che paghiamo noi con le nostre tasse, i nostri sacrifici, i nostri biglietti (anche su vergognosi treni regionali, sporchi, brutti, cattivi e sempre in ritardo) debba minacciare di andarsene davanti alla prospettiva di guadagnare meno.

Se ne vada  pure all’estero. Il signor Moretti non è certo Dante, Leonardo o Michelangelo. E’ solo un manager. Ci sarà pure qualche altro ingegnere, qualche altro funzionario dello Stato in grado di mandare avanti le ferrovie dello Stato. Quanti ce ne saranno in Italia? Due, tre, dieci, cento, bene andiamo a cercarli e offriamogli il posto.

Cerchiamoli e offriamogli il posto. Ma non nel caso che l’ingegner Moretti (anche rinviato a giudizio, insieme ad altri, per la strage di Viareggio in cui il 29 giugno del 2009 morirono 32 persone) decida lui di andarsene perché gli tagliano lo stipendio. A questo punto dovrebbe essere proprio il governo di Matteo Renzi (“L’Italia cambia verso”) a mandarlo a casa per quel che ha detto. Perché con quelle parole l’arrogante ingegner Mauro Moretti ha messo drammaticamente in mostra la sua totale mancanza di senso dello Stato. E dire che stava per diventare ministro… 

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