L'Italia sulla luna

La politica in provincia / Se a difendere il sindaco scende in campo la mamma

Immaginate una città, retta da una giunta Pd – Comunisti che da mesi non paga l’energia elettrica e che ha accumulato con Enel un debito di quasi mezzo milione di euro.

Immaginate una città dove l’Enel per fare pressione sull’amministrazione comunale morosa lascia al buio due strade.

Immaginate il sindaco della città che sulla sua pagina ufficiale di fb e sulla stampa sostiene che l’interruzione di illuminazione nelle due strade è stata solo la conseguenza di un problema tecnico (pensate un po’, due strade che si chiamano nella stessa maniera, Vespucci, una nel centro della città e una in una frazione distante alcuni chilometri; gli appassionati di statistica potrebbero impazzire se davvero si fosse trattato di un problema tecnico).

Immaginatevi, qualche ora dopo, un comunicato dell’Enel che smentisce la versione fornita dal sindaco e dichiara che la sospensione dell’illuminazione non è avvenuta a seguito di guasti tecnici.

Immaginatevi che il sindaco della città in questione, pur davanti all’evidenza della bugia fornita a tutta la popolazione, non si scusa con nessuno, fa spallucce e dice che tutto ora è risolto perché ha concordato con l’Enel un piano di rateizzazione.

Questo è solo il penultimo atto in ordine di tempo di una città ormai in agonia.

Immaginatevi una città dove una amministrazione comunale, eletta otto mesi fa, non è riuscita a combinare niente di niente.

Immaginatevi una città brutta, sporca e cattiva (sì perché c’è anche la criminalità) tenuta in condizioni indecorose e che dovrebbe invece mostrarsi al massimo della forma per attrarre turisti.

Immaginatevi una città che grazie ad anni e anni di pessima gestione (prima di sinistra, poi di destra, ora di nuovo di sinistra) ha i conti in profondo rosso per parecchi milioni di euro e che ora è chiamata a decidere se andare amministrativamente al predissesto o al dissesto con conseguente arrivo del commissario prefettizio.

Immaginatevi una città dove il sindaco in nove mesi ha cacciato tre assessori ed ha assistito all’abbandono volontario di altri due assessori.

Immaginatevi una città dove l’ultimo (in ordine di tempo) atto del dramma che coinvolge l’amministrazione si è consumato poche ore fa con le dimissioni di una consigliera della maggioranza: non una consigliera qualsiasi, dal momento che la signora in questione era presidente della delicatissima commissione bilancio e membro della commissione d’indagine che ha lo scopo di accertare certi atti fatti dalle amministrazioni precedenti e attuale.

Immaginate anche una lettera di fuoco della consigliera dimissionaria contro una certa maniera di fare politica.

Immaginate una città dove il sindaco sulla sua pagina ufficiale di fb viene difeso dalla mamma che attacca tutti quelli (e sono un’infinità) che osano criticare l’operato del figlio.

Immaginate quale possa essere la città di cui si parla. Una città in Tunisia, nell’est del Marocco, nel profondo sud italiano?

Nulla di tutto questo. La città in questione è Viareggio, nota località balneare della civilissima Toscana, città una volta “perla” e oggi cozza pelosa del Tirreno, guidata da una amministrazione che è imbarazzante definire.

E il Pd regionale sta a guardare. Evidentemente al partito di Renzi sta bene che le cose nel comune più importante della Versilia procedano in questa maniera. 

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