Travolgerà anche Grillo il dissenso all’interno del M5S?
E dire che volevano cambiare l’Italia a suon di “vaffa”e di smusate. E invece sono stati gli elettori delle europee a rivolgere “vaffa” molto più gentili ma decisivi a Beppe Grillo e a Casaleggio, i guru del M5S che da domenica sera si stanno arrovellando su una sconfitta incredibile. Dal grido di battaglia ”Vinciamonoi” ad essere doppiati dallo scatenato Pd di Renzi.
Le sconfitte, si sa, fanno male e sembra proprio che ai grillini stiano facendo peggio che ad altri. Se è vero che la base sembra mettere in discussione in queste ore tutto ciò che il comico che volle farsi leader sta predisponendo in vista dello sbarco degli eletti del movimento all’europarlamento.
Grillo è andato a Bruxelles a incontrare il leader dell’Ukip Nigel Farage per sondare una possibile alleanza, e a tanti pentastellati non è stato per niente bene perché il leader del partito indipendentista inglese è considerato troppo di destra. E in molti vogliono aprire un dibattito su questo incontro deciso, a quanto pare, solo da Grillo e da Casaleggio.
La base vuol sapere e soprattutto, come è stato fino ad oggi, vuole decidere.
Insomma i grillini stanno vivendo davvero un momento drammatico della loro breve esistenza. Molto drammatico, perché grandissima è stata la delusione per la sconfitta subita domenica.
In pratica, in queste ore, chi da una parte del movimento chi da un’altra vengono rimesse in discussione tutte le false credenze che avevano accompagnato il M5S fin dalla sua nascita. Una specie di rivoluzione.
Diceva Grillo che non avrebbe mai stretto alleanze con nessuno perché i 5 Stelle dovevano arrivare al 51% dei voti da soli, ed eccolo lì, nelle foto, a lisciare Farage per vedere se fanno insieme un gruppo all’europarlamento. E nell’occasione l’incontro non è stato neppure ripreso in streaming, mezzo senza il quale i grillini fino a poco tempo fa non sembravano capaci neppure di decidere in solitaria se buttare nell’acqua bollente pasta lunga o pasta corta. Niente, in questa occasione lo streaming Grillo se l’è scordato. O forse non ha avuto neppure il coraggio di proporlo all’interlocutore.
Sempre Grillo ha condotto tutta la campagna elettorale a muso duro a suon di insulti e minacce (come quelle riguardanti processi sommari sul web a politici, magistrati, giornalisti) e ora gli viene proprio rimproverato dai suoi di avere, con quel suo atteggiamento iperaggressivo, spaventato la gente inducendola a votare per altri.
Diceva Grillo che non si doveva andare in tv, poi lui stesso, buono buono, è andato a farsi fare l’esame di maturità nel salotto del professor Vespa. Esame peraltro andato malissimo. Ed ora gira in rete un documento dei grillini che invita i rappresentanti del movimento ad occupare più spazi possibile nelle tv.
Nel documento elaborato dai responsabili della comunicazione del M5S si sottolinea anche la necessità di cambiare il metodo di selezione dei parlamentari che in molti casi, come si è potuto constatare, hanno dimostrato una povertà di idee e una capacità dialettica davvero disarmanti.
Ma soprattutto nel documento si insiste sulla necessità di affiancare proposte alle proteste: “Se non si ha una soluzione a un problema non lo si può denunciare”. Come dire, insomma, che se si vuol apparire credibili, se si vuole arrivare a vincere le elezioni non si può continuare a dire no e basta, senza proporre niente di costruttivo.
E’ chiaro che questo documento ha messo in moto un vasto dibattito fra i grillini, fra chi è d’accordo e chi è critico o almeno auspica, da parte dei leader del movimento, una profonda autocritica. Fra questi anche il sindaco di Modena Pizzarotti, il “capitan Pizza” più volte pubblicamente sbeffeggiato dal generale Grillo.
Davanti a tante critiche, davanti a tanti sommovimenti cosa farà ora il povero Grillo al quale sembra addirittura che Casaleggio abbia affiancato, come una sorta di badantino, il giovane figlio Davide destinato ad avere sempre più peso nella conduzione del movimento?
Grillo continuerà a ghignare o comincerà a sorridere come fa nelle foto con Nigel Fanage? Continuerà nella sua mission impossibile di impadronirsi del cuore del 51% degli elettori o deciderà di tornare a fare il comico a pagamento? Una cosa è certa: che Grillo non è più il leader indiscusso del M5S.
Nell’attesa degli eventi la deputata Roberta Lombardi, già capogruppo alla Camera del movimento (una di quelli che sbeffeggiò in streaming l’arreso Bersani) non esclude altre espulsioni se il dissenso non si placherà. Minacce nel perfetto stile della casa.
